Loading...
Competizioni

1999/2000 LA STAGIONE DELLE SETTE SORELLE

C’era una volta una Serie A con sette sorelle, sette squadre davvero forti in grado di poter lottare tutte per lo scudetto.

C’erano una volta sette presidenti ambiziosi (anche troppo) che con passione (e tanti soldi) cercavano di creare le squadre migliori al mondo.

C’erano una volta sette allenatori, tutti molto preparati, tutti allenatori che avevano già vinto in Italia o in Europa.

C’erano una volta sette capitani, veri leader, che volevano alzare quel trofeo e avrebbero trascinato i propri compagni pur di farlo.

C’erano inoltre sette fuoriclasse… sette? No, ce n’erano di più… molti di più.

IL MILAN

La prima di queste sette sorelle è il Milan di Berlusconi, campione della stagione precedente e che nell’anno del centenario vuole ripetersi.

Il Milan conferma Zaccheroni in panchina e capitan Maldini con i suoi fidati scudieri Costacurta e Albertini vuole trascinare i giovani rampanti.

Nell’estate 1999 il Milan acquista Serginho, Shevchenko e Gattuso che si uniscono ad Ambrosini e l’eroe dello scudetto 1998/99 Abbiati.

Ma non è finita, i rossoneri possono contare su un reparto offensivo incredibile composto, oltre all’ucraino, da Weah, Bierhoff, Leonardo e Boban.

LA LAZIO

La seconda sorella è la Lazio del presidente Cragnotti che per la terza stagione si affida alla saggezza dello svedese Eriksson.

Il capitano è il romano e laziale Alessandro Nesta, al suo fianco il serbo Sinisa Mihajlovic.

Il centrocampo è incredibile: la qualità di Veron e Nedved, la grinta tipicamente argentina di Simeone e Almeyda, la velocità del portoghese Conceiçao.

Davanti il matador Marcelo Salas è pronto a segnare valanghe di gol e i vari Boksic e Mancini a completare il reparto.

LA FIORENTINA

Passiamo ora alla Fiorentina, il patron Cecchi Gori, fresco vincitore dell’Oscar con “La vita è bella” vuole replicare.

Vuole che anche la sua Fiorentina sia da Oscar e sulla carta ha tutte le carte in regola per esserlo.

Per realizzare questo sogno riparte dalla base che ha garantito il terzo posto nella stagione 1998/99.

In panchina c’è Trapattoni e non si discute, la fascia di capitano è al braccio del leader della squadra viola, l’attaccante Batistuta, e non serve aggiungere nulla.

La rosa è di livello: Toldo tra i pali, Rui Costa a dirigere e gli esperti Torricelli, Di Livio, Chiesa, Balbo e Mijatovic volenterosi di allungare il proprio palmarès.

IL PARMA

Arriviamo quindi al Parma dell’ambiziosissimo Tanzi, presidente che ha accompagnato i ducali dalla Serie B alla conquista della Coppa UEFA.

L’allenatore è colui che ha vinto l’ultima Coppa Italia e l’ultima Coppa UEFA, Alberto Malesani, il capitano è Benarrivo, anche se giocherà relativamente poco.

È difficile trovare un leader in questa squadra formata da calciatori del calibro di Buffon, Cannavaro, Thuram, Sensini, Ortega, Fuser, Crespo, Amoroso e Di Vaio.

LA ROMA

La quinta della stagione 1998/99 è la Roma e Franco Sensi con l’ingaggio di Capello vuole dare un messaggio forte e chiaro: anche la Roma punta lo scudetto.

Il pupone Francesco Totti è ovviamente il riferimento tecnico, mediatico e caratteriale dei giallorossi.

A fargli compagnia in attracco Delvecchio e Montella, sulle fasce Cafù e Candela, in mezzo al campo Tommasi che corre per tutti.

Per non farsi mancare nulla, nel mercato invernale la società capitolina acquista anche il centrocampista giapponese Nakata dal Perugia.

LA JUVENTUS

La Juventus della famiglia Agnelli non può ovviamente mancare e in panchina siederà per la pronta volta dall’inizio della stagione, Carlo Ancelotti.

Il capitano è Antonio Conte che con Davids formerà un centrocampo di grande quantità, in porta Van der Sar farà rimpiangere Peruzzi, in difesa c’è Montero con Ferrara.

Il tridente è fenomenale: l’eleganza di Zidane, la classe di Del Piero e il fiuto del gol di Filippo Inzaghi.

L’INTER

Infine l’Inter, la grande delusa della stagione 1998/99 classificatasi ottava.

La voglia di rivalsa è tanta e Moratti decide di puntare su Marcello Lippi e, come per la Fiorentina, il capitano è il leader della squadra: Ronaldo.

Ronaldo però ha degli ottimi compagni di reparto come Zamorano, Recoba, Roberto Baggio e l’ultimo arrivato Bobo Vieri.

Gli acquisti non si fermano qui, arrivano anche Peruzzi, Di Biagio, Jugovic, Panucci, Blanc e a gennaio di uniscono ai nerazzurri anche Cordoba, Mutu e Seedorf.

Insomma l’Inter c’è e vuole essere protagonista.

UN INIZIO ENTUSIASMANTE

E protagonista, l’Inter, lo sarà sicuramente fino alla quinta giornata in cui si ritrova capolista in solitaria con 13 punti.

La protagonista in negativo invece sarà il Parma che nelle prime quattro giornate conquista solo 2 miseri punti, anche a causa delle sconfitte con Inter e Lazio.

Lazio protagonista della quarta giornata con il Milan, la partita tra le due rivali finisce con un roboante e spettacolare 4-4.

Torniamo alla testa della classifica, la capolista Inter nelle giornate tra la sesta e la nona conquista un solo punto lasciando il comando ai biancocelesti.

Dietro ai biancocelesti rincorre la Juventus e leggermente più lente Milan e Roma tengono comunque il passo.

Chi non tiene il passo è la Fiorentina che in sei partite (tra la quarta e la nona giornata) guadagna solamente 2 punti.

Prende invece ritmo il recupero del Parma che alla decima giornata ha già superato Milan e Inter e si piazza al quarto posto a meno uno dalla Roma.

Fino alla ventesima giornata, in testa è un continuo alternarsi tra Juventus e Lazio.

Nessuna delle due sembra prevalere sull’altra, come accadde nello scontro diretto dell’undicesima giornata, il risultato è 0-0.

LA JUVENTUS PRENDE IL LARGO

Tra la ventunesima e la ventiduesima giornata la Lazio pareggia con Parma e Milan e perde addirittura la seconda posizione in favore dei rossoneri.

Ne approfitta la Juve che vola in prima posizione in solitaria e decisa a non mollarla.

Incontra un altro brutto periodo il Parma, che dopo la ventiquattresima giornata abbandona i sogni scudetto, trovandosi a 16 punti dalla Juventus.

Stessa sorte per la Fiorentina i cui punti di distanza dalla vetta sono addirittura 20.

Torniamo al nostro racconto e arriviamo alla ventiseiesima giornata in cui la Juventus vince il derby di Torino e grazie alla Lazio che perde a Verona, raggiunge il massimo vantaggio sulla seconda, nove punti.

Il massimo vantaggio dura pochissimo, i bianconeri perdono nelle due giornate successive e la Lazio torna a -3.

Decisiva la sconfitta della Juventus col Milan e la vittoria della Lazio nel derby ma soprattutto lo scontro diretto.

A Torino infatti Juventus-Lazio finisce 0-1 con un gol di testa del “Cholo” Simeone, non poteva esserci un trascinatore migliore per
questa rimonta.

Il campionato è ufficialmente riaperto e arriviamo a tre giornate dal termine con la Juventus a +5, un vantaggio importante ma i punti in palio sono ancora 9.

Nelle due giornate successive la Lazio vince con Venezia e Bologna.
La Juventus invece perde in casa del Verona e conquista i tre punti col Parma.

L’ULTIMA, INCREDIBILE, GIORNATA

Prima dell’ultima giornata la classifica recita Juventus 71 punti e Lazio 69 punti.

Nell’ultima giornata di campionato la Lazio vince 3-0 con la Reggina grazie alle reti di Simone Inzaghi, Veron e Simeone.

La Juventus gioca a Perugia, in una partita che passerà alla storia; per il secondo anno consecutivo il Curi è il luogo dove si decide lo scudetto.

Nel primo tempo il risultato non cambia e inizia a salire un po’ di nervosismo ma il peggio deve ancora venire.

Nell’intervallo Perugia subisce un nubifragio e il campo diventa una piscina, inizia l’ora più pazza della stagione e in generale una delle
giornate più incredibili della storia della Serie A-.

Il campo è impraticabile e le squadre attendono per un’ora la decisione dell’arbitro Collina.

Dopo il sopralluogo con i capitani sembra difficile pensare che possa dichiarare il campo agibile eppure uno degli arbitri migliori di sempre sorprende tutti e decide di far disputare gli ultimi 45 minuti di questo bellissimo campionato.

Non sarà così tanto bello per la Juventus che al minuto 4 della ripresa subisce la rete degli umbri.

Dopo una punizione da sinistra, Conte Bob riesce a rinviare il pallone che finisce ta i peggio del difensore Calori.

Il difensore biancorosso stoppa e conclude con precisione, la palla fa la barba al palo e Van der Sar è battuto.

Il risultato non cambierà, il Perugia batte la Juventus e la Lazio, che era in attesa di conoscere il risultato, può iniziare a festeggiare un campionato incredibile.

ALTRI VERDETTI

Dietro a Lazio e Juventus si posiziona il Milan del capocannoniere del campionato, Andry Shevchenko.

Un campionato così emozionante è un peccato sia già finito e quindi per il quarto posto, che varrebbe la qualificazione in Champions League, serve uno spareggio tra Parma e Inter.

Sul campo neutro di Verona, il 23 maggio Roberto Baggio prende l’Inter per mano e l’accompagna in Champions League.

Per il divin codino una doppietta decisiva nel 3-1 con cui i nerazzurri si impongono sui parmensi, illusi dal momentaneo pareggio di Stanic.

Per l’Inter il terzo gol è di Zamorano, nei minuto di recupero, che sancisce non solo il risultato ma pone fine a questa stagione fantastica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *