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Allenatori

MA QUALE MOLLO?!?!

“Demotivato?! Mollo?! Ma quale mollo?!”

“Ma cos’è diventato il calcio? Una giungla?”.

La maggior parte degli appassionati di calcio si ricordano di Alberto Malesani principalmente per queste colorite esternazioni, ma l’allenatore veneto non è solo questo. 

Ci sono pochi ricordi di lui da calciatore ma come allenatore si è fatto riconoscere, e non poco. 

LE FOLGORAZIONI SULLA VIA DI AMSTERDAM

Facciamo un passo indietro: prima di fare l’allenatore, Malesani inizia a lavorare per la Canon e spesso per motivi di lavoro si reca ad Amsterdam, ed è proprio in questo periodo della sua vita che subisce due folgorazioni. 

La prima avviene per mano di un manager giapponese che, metaforicamente, gli consegna la bussola del suo cammino dandogli i quattro punti cardinali sul quale lavorare: “la passione, se non ce l’hai, non vai da nessuna parte; lo spirito d’iniziativa: se resti con le mani in mano o ti accontenti di fare il compitino, rimani un mediocre; la condivisione perché a vincere è sempre il gioco di squadra e infine avere chiaro in testa l’obiettivo che vuoi raggiungere.” 

Questi concetti lo accompagneranno per tutta la sua carriera in panchina.

La seconda folgorazione avviene quando, come detto in precedenza, soggiorna nei Paesi Bassi e nei momenti liberi si ferma a guardare gli allenamenti delle squadre locali osservando e memorizzando movimenti e concetti di gioco.

Da qui parte la sua ispirazione a un modulo usato da quelle parti da un certo Louis Van Gaal, ovvero lo spregiudicato 3-4-3.

Lascia l’impiego alla Canon quando nel 1990 arriva la chiamata dalla squadra della sua città natale sponda Chievo (diventa prima allenatore della Primavera, poi della prima squadra).

I PRIMI PASSI IN PANCHINA

Alla prima stagione da allenatore della prima squadra porta il Chievo alla vittoria del campionato di C1 e resta in serie B per tre stagioni, al termine delle quali arriva la chiamata della Fiorentina di Cecchi Gori, e quindi della Serie A.

Dopo qualche risultato negativo all’inizio della stagione, la squadra si assesta, inizia ad infilare dei risultati importanti e la classifica sorride ma dopo qualche screzio col patron Cecchi Gori, Malesani trova l’accordo per allenare il Parma nella stagione successiva.

Il campionato si conclude con un comunque ottimo quinto posto e qualificazione a quella che allora era la Coppa UEFA.

LA GLORIA A PARMA

Arriviamo alla stagione 1997/98 e prepariamoci a leggere pagine di storia della città di Parma e del calcio italiano. 

Nelle successive 3 stagioni il Parma gioca un calcio completamente opposto al tipo sistema italiano difensivista e conservatore.

Con interpreti di fama mondiale come Buffon, Cannavaro, Thuram, Veron e Crespo (solo per citarne alcuni), il Parma affronta tutti gli avversari, italiani e non, a testa alta e con un approccio molto offensivo che è una delizia per gli occhi degli appassionati di calcio. 

Un metodo di gioco che porta il Parma alla conquista della Coppa UEFA, Coppa Italia e Supercoppa italiana e un buon quarto posto alla prima stagione. 

Verrà esonerato nel gennaio 2001 dopo una sconfitta in casa contro la Reggina.

RIPARTENZA DA VERONA, SPONDA HELLAS

Il nostro protagonista però sappiamo che non si perde d’animo e infatti per la stagione successiva torna nella sua Verona, ma questa volta sponda Hellas.

Nella prima parte della stagione il suo Verona gioca bene e ottiene risultati positivi che portano la squadra addirittura in settima posizione.

Da incorniciare la vittoria nel derby del 18 novembre 2001 dove l’Hellas ribalta lo 0-2 iniziale e vince 3-2 in cui mister Malesani darà vita a un’esultanza criticata dalla stampa ma vera e travolgente per noi appassionati, esultanza che diventerà un tormentone sul web, ma di questo ne parleremo in seguito. 

Le cose però si mettono male nella seconda metà del campionato che vedrà alla fine la retrocessione della squadra. Malesani sarà confermato anche per la stagione successiva che terminerà con un tredicesimo posto nella serie cadetta.

Torna in serie A la stagione successiva con il Modena ma un altro esonero nel marzo 2004 colpirà l’allenatore veronese.

DELIRIO GRECO

Terminata l’esperienza nel modenese, Malesani rimane senza panchina per quasi un anno prima di essere chiamato nel febbraio 2005 per l’unica esperienza fuori dai confini nostrani, quella al Panathinaikos. 

Al termine della prima stagione, la squadra ateniese arriva seconda a -1 dall’Olympiacos.

Nella stagione 2005/06 le cose non si mettono bene, la formazione greca viene eliminata ai gironi di Champions League e in campionato i risultati sono piuttosto negativi. 

Il 15 dicembre 2005 ha luogo una delle più celebri conferenze stampa, anche questa diventata virale sul web, dove Malesani inveisce contro la stampa greca, secondo lui colpevole di criticare senza un motivo apparente la squadra e di non rispettare il lavoro dell’allenatore. 

Terminerà comunque la stagione e saluterà la Grecia. 

L’INIZIO DI GIROVAGARE PER L’ITALIA

Da qui, le prossime chiamate su una panchina lo porteranno sempre all’esonero passando da Udine, Empoli, Siena e Bologna, dove comunque mantiene quel calcio offensivo e spregiudicato che tanto gli aveva dato e tanto gli aveva tolto, altalenando risultati memorabili a brucianti sconfitte.

Come quella nel gennaio 2010 dove il Siena di Malesani mette in grossa difficoltà l’Inter del triplete, in una partita al cardiopalma decisa dal “muro” interista Walter Samuel al 93’.

Il 1o dicembre 2011, quando Malesani siede sulla panchina del Genoa, avviene un’altra conferenza stampa che diventerà virale sul web. L’allenatore si scaglierà di nuovo contro i giornalisti che lo definiscono, letteralmente, “demotivato e mollo”, difendendo la sua persona e il suo operato. 

Nel 2013 e nel 2014 viene chiamato rispettivamente da Palermo e Sassuolo ma anche in queste esperienze verrà esonerato.

Da allora nessuna società di serie A o B ha più chiamato Malesani, complice anche la pessima influenza del mondo del web che lo ha dipinto come goliardico e divertente per via delle varie conferenze stampa dove ha sempre dato sfogo al suo carattere orgoglioso e focoso, smontando una carriera da allenatore rivoluzionario e anticonformista.

Per noi appassionati di calcio, Malesani rimarrà un allenatore capace di far sognare ed emozionare la gente grazie al suo gioco offensivo e che insieme ad altri mostri sacri ha scritto pagine importanti del nostro calcio.

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