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Allenatori

BILL SHANKLY

“Molte persone credono che il calcio sia una questione di vita o di morte, io non concordo con questa affermazione. Posso assicurarvi che si tratta di una questione molto, molto più importante”.

Queste sono parole di William Shankly, comunemente chiamato Bill, un allenatore scozzese che ha allenato il Liverpool dal 1959 al 1974.

Bill, prima del Liverpool, aveva allenato squadre di non primissima fascia (a dirla tutta neanche seconda e terza, non me ne vogliano i tifosi delle squadre in questione) come Carlisle Utd, Grimbsy Town, Workington e Huddersfield Town.

CHIAMATA REDS

Nel dicembre del 1959 arriva la chiamata del Liverpool che si trova in uno dei peggiori periodi della sua storia, il club che in quel momento poteva vantare nel proprio palmarès già 5 titoli di campione d’Inghilterra (l’ultimo nel 1947), milita in Second Division dal 1954 e Shankly mette le
basi per la risalita.

Bill arriva ad Anfield Road l’1 dicembre del 1959 per volere del presidente Tom Williams che ha ancora negli occhi il 5-0 subìto dai suoi reds contro l’Huddersfield dello stesso Shankly l’anno precedente, e non solo.

In quegli anni gli allenatori potevano tranquillamente cambiare squadra allenando una della stessa serie ed il 28 novembre, 3 giorni prima del passaggio al Liverpool, Shankly è ancora l’allenatore dell’Huddersfield che scende in campo e batte 1-0 proprio la sua futura società.

Il buon Bill, una volta divenuto manager dei reds, sfrutta la restante parte di stagione per iniziare una vera e propria rivoluzione cercando di capire chi può e chi non può far parte della sua squadra, anche a livello mentale.

Vuole giocatori consapevoli delle proprie qualità e consci di giocare nella
squadra (che diventerà) migliore d’Inghilterra, e così saranno ventiquattro i tagli tra calciatori di prima squadra e giovani; ripartirà dai giocatori più promettenti del settore giovanile del Liverpool e da qualche innesto di qualità.

LA PRIMA RESTAURAZIONE

Questa sua ricostruzione avviene grazie al suo staff di cui fa parte anche un certo Bob Paisley che a Liverpool lascerà ottimi ricordi; Bill incontra i suoi collaboratori nella Boot Room, un vecchio magazzino tra tavoli e sedie mezze scassate, boccali di birra e qualche calendario osé appeso ai
muri.

Dopo 2 stagioni il Liverpool torna in Premier League, parliamo della stagione 1961/62 e la squadra di Shankly vince il campionato con 8 punti di vantaggio sul Leyton Orient (era ancora l’epoca dei 2 punti a vittoria).

Ma non è tutto, è l’unica ad avere un rapporto tra gol fatti e subiti maggiore di 2; il capocannoniere del campionato è Roger Hunt con 41 reti in altrettante partite, 23enne su cui Shankly ha puntato nella sua ricostruzione.

LA GIOIA DELLA PREMIER

Non sarà solo ricostruzione, sarà proprio risurrezione perché il Liverpool di Shankly, al secondo anno dal ritorno in Premier, la vince con 4 punti di vantaggio sul Manchester United e si ripete due anni dopo.

In mezzo una FA Cup vinta in una finale emozionante contro il Leeds per 2-1 con tutti i gol nei supplementari.

I due gol dei reds sono firmati dal solito Hunt e da St. John, calciatore
portato dal Shankly e idolo della Kop (la curva dei tifosi del Liverpool) perché all’esordio contro l’Everton di 4 anni prima, realizza una tripletta.

Anche in Europa il Liverpool si fa rispettare, nel 1964/65 viene eliminato in semifinale dall’Inter futura campione: dopo il 3-1 di Liverpool, i nerazzurri la ribaltano con un secco 3-0 a Milano.

Nel 1965/66 i reds raggiungono addirittura la finale della Coppa delle Coppe in cui si arrendono ai supplementari al Borussia Dortmund.

Alla fine di questo ciclo di vittorie e gioie strozzate in Europa, conclusosi tra l’altro con la vittoria del mondiale del 1966 da parte dell’Inghilterra, il Liverpool si trova a dover operare una seconda ricostruzione perché parecchi calciatori stavano ormai avviandosi alla fase calante della loro
carriera.

LA SECONDA RESTAURAZIONE

Shankly allora porta ad Anfield Road calciatori giovani per ripartire con calma e lavoro con l’intento di creare una squadra in grado di vincere da lì a qualche anno.

Questi calciatori sono tra gli altri Emilyn Hughes, il portiere Ray Clemence, Kevin Keegan, Larry Lloyd, Jack Whitman e John Toshack.

Questi acquisti dilazionati negli anni portano ad un secondo ciclo di vittorie: un’altra Premier League nel 1973 a cui si aggiunge una Coppa UEFA nella stessa stagione superando in finale il Borussia Mönchengladbach 3-2, mattatore Keegan con due reti, e una FA Cup nel 1974 vinta in
finale contro il Newcastle per 3-0 e ancora con doppietta di Keegan.

LA FINE DI UN AMORE

È proprio alla fine di questa partita che Bill Shankly medita la decisione di lasciare il club e così sarà, il 12 luglio il presidente dei reds legge alla stampa il comunicato

“È con grande rammarico che devo informarvi che mister Shankly ci ha avvertito che intende ritirarsi dalla carica di allenatore”.

Grazie al lavoro di Bill, il nuovo allenatore Paisley continua a vincere, anche più del suo predecessore, conquistando anche 3 Coppe dei Campioni e oscurando di fatto il lavoro di Shankly che dopo le sue dimissioni non fu coinvolto dalla dirigenza dei reds con nessun’altra carica come lui
sperava.

Questo fatto porterà ad un amore tra Shankly e i tifosi e giocatori molto più forte rispetto alla dirigenza del Liverpool e non è un caso che, fuori dall’Anfield, trovate una statua di Bill Shankly raffigurato a braccia aperte, come se con l’intento di abbracciare i suoi tifosi all’ingresso dello stadio.

Tifosi che sono sempre con lui o meglio, è lui ad essere sempre con i suoi tifosi, letteralmente, infatti le sue ceneri sono proprio lì, tra il campo e la Kop.

E non poteva che essere venerato un allenatore che disse:

“Ci sono solo due grandi squadre di calcio nel Merseyside: il Liverpool e le riserve del Liverpool”.

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