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Allenatori

DEL BOSQUE E IL TIKI TAKA MONDIALE

Conoscete allenatori che si sono laureati campioni d’Europa e del Mondo sia con un club che con una nazionale?

Per il momento ce n’è solo uno, stiamo parlando di Vicente Del Bosque.

La carriera di Del Bosque si divide tra Real Madrid e nazionale spagnola.

Nel mezzo una breve ed infelice avventura al Besiktas che dura all’incirca 8 mesi.

Viene infatti esonerato dopo 29 punti in 17 partite e una classifica tutt’altro che degna di nota.

In quel Besiktas ci sono il portiere Oscar Cordoba, Okan Buruk e John Carew, vecchie (e non rimpiante) conoscenze del campionato italiano.

C’è anche Ronaldo, ma purtroppo per il nostro protagonista si tratta solo di un omonimo, è un difensore ormai alla sua quarta stagione nel Besiktas.

Torniamo a Del Bosque, la sua esperienza al Real Madrid è molto più tormentata di quello che si possa immaginare.

LA SUA VITA DA BLANCOS

Innanzitutto lui è diventato un calciatore professionista proprio con i blancos con cui ha vinto cinque campionati e quattro coppe di Spagna.

Una volta chiusa la sua carriera da calciatore nel Real Madrid, diventa allenatore nelle giovanili delle merengues.

Fino a qui di tormentato c’è poco ma il bello deve ancora venire.
Del Bosque viene chiamato come traghettatore per ben due volte, nel 1994 e nel 1996.

La prima volta sostituisce Benito Floro da marzo fino a fine stagione.

La seconda volta verrà richiamato per sostituire Jorge Valdano per una sola partita in vuo rifila un sonoro 0-5 all’Athletic Bilbao e lasciare la panchina ad Arsenio Iglesias.

LA NASCITA DEI GALACTICOS

La prima vera occasione di allenare sul serio il Real Madrid avviene nel novembre 1999.

Del Bosque assume il ruolo di allenatore per sostituire il gallese John Toshack e inizialmente sembra ancora in qualità di traghettatore.

Vicente invece sulla panchina del Real Madrid ci rimane per quattro stagioni, le stagioni in cui inizia l’era dei Galacticos.

In queste stagioni le merengues vincono due Champions League, due campionati una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa spagnola e una europea.

Fantastiche le finali delle Champions vinte, nel 2000 contro il Valencia finita 3-0 e il 2-1 rifilato al Bayer Leverkusen con l’indimenticabile gol di Zidane nel 2002.

Negli anni in cui il Real non vince la Champions League, arriva comunque in semifinale e su sconsola con la conquista della Liga.

Ed è proprio dopo la vittoria della Liga del 2003 che il presidente Florentino Perez sorprendentemente decide di non confermarlo e di puntare su Carlos Queiroz.

LA SPAGNA D’ORO

L’avventura sulla panchina della nazionale spagnola inizia nel 2008, sostituendo Luis Aragones, fresco vincitore europeo.

Eredita una nazionale vincente, con elementi fortissimi: Casillas, Sergio Ramos, Puyol, Iniesta, Xavi, Fabregas, Villa e Torres.

In concomitanza con l’insediamento sulla panchina della Spagna, Guardiola inizia il suo lavoro su quella del Barcelona.

Ovviamente, nonostante alcuni interpreti siano diversi, il Barcelona di Guardiola è la base di questa nazionale.

Soprattutto con Guardiola, nel Barcelona, escono dalla cantera calciatori come Pedro e Busquets e nasce il tiki taka.

Il tiki taka, stile di gioco basato su un’estenuante rete di passaggi volti alla ricerca del varco giusto, sarà la fortuna del Barcelona e della Spagna.

In difesa Puyol e Piqué, il centrocampo è quasi completamente blaugrana con Xavi, Iniesta, Busquets e Pedro oltre a Xabi Alonso.

Se poi aggiungiamo Casillas e Sergio Ramos del Real Madrid, Capdevila e David Villa la squadra è di tutto rispetto.

E infatti il mondiale sudafricano del 2010 lo vince proprio la Spagna di Del Bosque, 1-0 in finale sull’Olanda, con gol di Iniesta.

Nel 2012 c’è l’Europeo in Polonia e Ucraina, Del Bosque conferma sostanzialmente lo stesso blocco di due anni prima.

Nella formazione tipo Arbeloa e Jordi Alba prendono il posto di Capdevila e Puyol; David Silva è il nuovo titolare al posto di Pedro.

La grande novità è il ruolo del centravanti, il ballottaggio è tra Fernando Torres e forse il più grande interprete del falso nueve, Fabregas.

Anche in questa competizione, la squadra di Del Bosque trionfa.

LA FINE DEL DOMINIO SPAGNOLO

La finale, purtroppo, ce la ricordiamo bene noi italiani, con le furie rosse che impongono un sonoro 4-0 sugli azzurri.

Del Bosque al fischio finale entra nella storia del calcio come primo, e finora unico, allenatore ad essersi laureato campione d’Europa e del mondo sia con un club che con una nazionale.

Sembra proprio che questo record coincida con la fine dell’epoca d’oro della nazionale spagnola e di Del Bosque.

Nel mondiale del 2014 le furie rosse vengono eliminate ai gironi da Cile e Olanda, proprio gli oranje vendicano la sconfitta al mondiale precedente con un 5-1.

Agli europei del 2016 e il turno della vendetta degli azzurri e la Spagna è eliminata grazie ad un 2-0 firmato da Chiellini e Pellè.

Questa sarà l’ultima partita di Del Bosque allenatore, circa un mese più tardi infatti l’allenatore spagnola annuncerà il suo ritiro dal calcio.

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