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LO STORICO DEPOR DEL 2000

La stagione 1999/2000 in Spagna possiamo definirla storica; la finale di Champions League è tutta ispanica con il vincitore Real Madrid a giocarsela con il Valencia, ma il vero colpaccio, il vero fatto storico, è la prima vittoria della Liga da parte del modesto Deportivo la Coruña. 

Modesto, a dir la verità, è un aggettivo fin troppo generoso dato che fino ai primi anni ’90, la squadra galiziana ha toccato la parte alta della Liga pochissime volte, facendo una continua altalena tra la prima e seconda divisione. 

LE PRIME VOLTE IN ALTO

La svolta avviene nella stagione 1992/93 con la conquista del terzo posto, che diventa secondo nella stagione successiva e che a sua volta viene confermato nella stagione 1994/95 con l’aggiunta della prima Coppa di Spagna vinta contro il Valencia. 

Nella squadra di quella stagione ci sono, tra gli altri, calciatori come il capitano e bandiera Fran, il fuoriclasse neo campione del mondo Bebeto, il difensore jugoslavo Dukic, l’ex blaugrana e campione d’Europa Julio Salinas e il difensore di doppio passaporto spagnolo/brasiliano Donato. 

Ad onor di cronaca va aggiunto che nella stagione 1993/94 il Deportivo arriva secondo ma se Dukic avesse segnato il rigore all’ultimo minuto contro il Valencia, all’ultima giornata finita poi 0-0, sarebbe valso il titolo, ma purtroppo il calcio è anche questo. 

Per le tre stagioni successive il Deportivo raggiunge un dignitoso terzo posto, un dodicesimo e un sesto posto nella stagione 1998/99.

INIZIA IL PROGETTO DEPORTIVO

L‘aspetto più importante di queste stagioni però è stato il mercato, perché sono state annate di transizione in cui sono state aggiunte tessere importanti che si sono incastrati perfettamente tra loro.

L‘artefice di questo puzzle è in primis il tecnico Irureta, arrivato al Depor nell’estate del 1998 dopo essere stato premiato come migliore allenatore spagnolo, grazie alla fantastica stagione con il Celta Vigo nel 1997/98, con cui si piazza al sesto posto. 

Tra queste tessere ci sarebbe stato anche Rivaldo, acquistato nell’estate del 1996 protagonista di una stagione incredibile ma dopo un solo anno arriva il Barcelona che paga la clausola e il fuoriclasse brasiliano vola in Catalogna. 

L’ARRIVO DEL PISTOLERO

Per fare il vero salto di qualità mancava qualcosa e quindi nell’estate del 1999 arrivano in Galizia anche l’ala destra Victor Sanchez e un attaccante olandese che nella stagione precedente ha fatto 14 gol con il Tenerife, reti che però non regalano la salvezza alla squadra delle Canarie; sto parlando di Roy Makaay che in questa stagione realizza 22 reti. 

Il pistolero Roy Makaay

Ora le tessere del puzzle ci sono tutte, il 4-2-3-1 previsto da Irureta, abbastanza originale per quegli anni, poteva decollare. 

La formazione galiziana vede in porta il camerunense Songo’o, i centrali di difesa Donato e Naybet e terzini Manuel Pablo e Romero; davanti alla difesa il muro Flavio Conceiçao e Mauro Silva; Fran a sinistra, Victor Sanchez a destra ed il talentuosissimo Djalminha dietro al pistolero Makaay. 

In rosa anche giocatori molto utili alla causa come Schürrer, Turu Flores, Jokanovic e Pauleta. 

In effetti questa squadra funziona e alla dodicesima giornata conquista la vetta della classifica in compagnia del Celta Vigo, nonostante fino a quel momento in testa si erano alternate Barcelona e il sorprendente Rayo Vallecano, il quale però finirà la stagione solo al nono posto. 

TOCCATA LA VETTA NON SI TORNA INDIETRO

Dal quattordicesimo turno i biancoblu sono in testa da soli e nessuno li raggiungerà più. Un aspetto fondamentale di questo trionfo è senza dubbio lo stadio, il Riazor è una risorsa, 16 vittorie su 19 partite in casa non sono un caso e il caloroso tifo del Deportivo ha giocato un ruolo determinante nella cavalcata biancoblu verso il titolo. 

La partita che mette in mostra un super Deportivo in grado di meritare questo campionato è indubbiamente quella del 6 febbraio, Deportivo la Coruña – Real Madrid 5-2. 

Una serata storica per gli uomini di Irureta che demoliscono quelli di Del Bosque con le reti di Makaay, Djalminha in una serata per lui stratosferica, Victor Sanchez e la doppietta di Turu Flores entrato in campo al 69′. 

Indubbiamente possiamo parlare di questa stagione definendola anomala, decisamente anomala.

IN SPAGNA E’ UN’ANNATA STRANA…

Basti pensare che il Deportivo la Coruña vince il campionato con soli 69 punti, complice un Real Madrid tutt’altro che travolgente in campionato, arriva quinto e quindi fuori dalla zona Champions League, ma che come detto all’inizio la vince ai danni del Valencia. 

Le retrocesse sono nientepopodimeno che il Betis, il Siviglia e l’Atletico Madrid e concludiamo in bellezza con il trio della classifica capocannoniere: il pichichi è Ballesta del Racing Santander, seguito da Hasselbaink dell’Atletico Madrid e Catanha del Malaga, insomma non proprio Messi, Ronaldo e Griezmann come sarà poco più che quindici anni dopo. 

E soprattutto anche il Deportivo la Coruña, vent’anni dopo è cambiato parecchio, vivendo il momento più basso della sua storia: il playout per non retrocedere dalla seconda divisione.

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