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TOLDO E UN AMICO SPECIALE

“Toldo para! Siamo in finale! L’Italia è in finale con la Francia al termine di una gara dalle palpitanti emozioni con un avvio disastroso della nostra nazionale che poi, in 10 contro 11, ha tenuto il campo, ha subìto 2 rigori, è arrivata fino al turno finale dei rigori che finalmente ci fanno sorridere.

Italia domenica a Rotterdam in finale con la Francia.”

Sono le ore 18.00 del 29 giugno 2000, siamo all’Amsterdam ArenA completamente tinta di arancione e sta per andare in scena la semifinale di Euro 2000.

Se la giocano l’Italia e i padroni di casa dell’Olanda.

L’attesa è molta e nessuno può minimamente pensare che questa sera verrà scritta la storia, o meglio qualcuno sa già come andrà a finire. Ma ci arriveremo.

I PRESTITI PRIMA DELLA FIORENTINA

Toldo diventa portiere all’età di 11 anni e a 16 entra nelle giovanili del Milan dove, insieme al suo futuro compagno alla Fiorentina Mauro Bressan, vince il campionato berretti.

Per trovare minutaggio si trasferisce in prestito al Verona, al Trento e infine al Ravenna nella stagione 1992/93 dove, sotto la guida di Francesco Guidolin, conquisterà la promozione dalla C1 alla serie B.

Nell’estate del ’93 va alla Fiorentina, in una serie B piena di (futuri) campioni come Pippo Inzaghi, Vieri, Chiesa, Bierhoff, Hubner, Hagi, e Batistuta, roba da fare invidia alla Serie A di oggi.

Proprio a Firenze avrà la possibilità di diventare uno dei più forti portieri del nostro calcio.

La Fiorentina torna in serie A e inizia un percorso che per i nostalgici è stellare, nel giro di 3 anni passa dalla Serie B al terzo posto in A, alla conquista della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana nel 1995/96 (prima volta in assoluto che la vincitrice della Coppa Italia si aggiudica la Supercoppa).

Nella stagione 99/00 esordisce in Champions League sotto la guida di Trapattoni e si trova a doversi giocare il passaggio del turno in un girone quasi impossibile con il Barcellona di Rivaldo, Figo e Guardiola e l’Arsenal dei futuri “Invincibili” Henry, Vieira e Bergkamp e il modesto AIK, squadra materasso.

Incredibilmente la squadra di quella vecchia volpe del Trap incanala una serie di risultati utili (una sola sconfitta con il Barcellona e una clamorosa vittoria a Wembley contro l’Arsenal) e riesce a qualificarsi alla seconda fase a gironi dove però verrà battuta da Valencia e Manchester United.

In questa fase del calcio italiano, Toldo è ormai un portiere affermato e stabilmente nel giro della Nazionale. 

LA NAZIONALE E IL DUALISMO CON BUFFON

A proposito di nazionale, torniamo al discorso iniziale. 

Con gli azzurri non ha vita facile perché davanti a lui c’è quel mostro sacro di Buffon, titolare nel Parma di Malesani che l’anno prima ha vinto coppa Italia e Coppa UEFA. 

Toldo nel periodo natalizio del 1999, una sera esce a cena con amici e conosce un certo Alberto che ha la passione per la numerologia e la simbologia. 

I due legano e Alberto rivela a Francesco che nel 2000 farà cose importanti, andrà (ovviamente) agli Europei, ma li giocherà anche da protagonista.

Toldo ci pensa e ripensa a questa profezia ma sa di essere il secondo ed infatti a maggio escono le convocazioni: Buffon, Toldo e Antonioli, rispettivamente con i numeri 1,12 e 22. Te pareva. 

Poco prima dell’inizio degli Europei, in un’amichevole Buffon si infortuna, frattura dell’anulare e addio Nazionale.

Giocherà Toldo e Abbiati prenderà il posto di Gigi.

Toldo chiama l’amico Alberto per raccontargli l’accaduto e l’amico replica:

“Ci sarà una giornata dove tutti parleranno di te. Ti chiamerò quando sarà il momento”.

La chiamata arriverà la mattina del 29 giugno.

“Sei un portiere quindi ci saranno tanti rigori. Ma non avere paura: li prendi tutti oppure sbagliano, ma sarai protagonista”.

I 90’ regolamentari finiscono sullo 0-0 ma gli olandesi hanno già sbagliato 2 rigori: Kluivert prende il palo e Toldo para a De Boer.

Ma non finisce qui, si va ai rigori. De Boer ri-calcia e Toldo ri-para, Stam la manda in curva e infine, sempre Toldo, ipnotizza Bosvelt. Su 6 rigori, Toldo ne para 3.

Profezia avverata e Toldo è l’eroe nazionale, peccato aver perso la finale con la Francia ai supplementari con il gol del futuro juventino Trezeguet.

I PRIMI ANNI 2000

Arriviamo alla stagione 2000/01, Batistuta passa alla Roma e la trascina alla vittoria del campionato.

Toldo e Rui Costa restano i punti fermi della Fiorentina che chiude il campionato in 9° posizione ma quello che succede l’estate del 2001 ha dell’incredibile: in questo periodo storico, il calcio italiano è particolarmente ricco e pieno di campioni. 

La Juventus acquista Salas e Nedved dalla Lazio e la coppia Thuram-Buffon dal Parma, la Lazio compra Stam e Mendieta, Inzaghi al Milan, Nakata al Parma, Panucci e Cassano alla Roma. 

E la Fiorentina? La viola è in gravi difficoltà finanziaria quindi vende Rui Costa al Milan e Toldo all’Inter.

E pensare che questi due potevano essere venduti ma rimanendo compagni di squadra, infatti con il Parma praticamente era tutto fatto, le società avevano già raggiunto gli accordi ma Rui Costa ha optato per il probabile ultimo contratto “importante” e il ragazzone di Padova aspettava il Barcellona. 

Il Barça non si fece avanti, l’Inter sì e non si poteva rifiutare.

IL PASSAGGIO ALL’INTER

All’Inter vivrà momenti altalenanti, personali e di squadra. La prima stagione in nerazzurro, la squadra di Cuper va forte e all’ultima giornata, maledetto 5 maggio, perde lo scudetto in seguito alla sconfitta per 4-2 con la Lazio all’Olimpico.

Non sarà lui il protagonista di questa giornata ma un suo compagno slovacco che dopo uno sciagurato colpo di testa regalò un gol ai laziali segnando così la sua esperienza all’Inter.

L’anno successivo l’Inter verrà eliminata dalla Champions League in semifinale dal Milan grazie alla regola del gol in trasferta. 

Nel 2004 arriva Mancini alla guida dei nerazzurri e dopo qualche partita al di sotto delle sue potenzialità, Toldo perde il posto di titolare in favore dell’eterno Fontana. 

Toldone riprenderà il suo posto e vincerà la coppa Italia, primo trofeo con la maglia dell’Inter.

Dal 2005 si “accontenta” del ruolo di secondo portiere dato l’arrivo del brasiliano Julio Cesar, resta comunque all’Inter vincendo 3 scudetti firmati Mancini prima e il triplete con Mourinho poi.

Toldo ha fatto parte della grande scuola dei portieri italiani che tutto il mondo ci invidia, nominato per 4 volte nella classifica IFFHS dei migliori portieri e addirittura in 14° posizione del pallone d’oro 2000. 

In quell’anno, in quell’Europeo, in quella partita, ha tenuto in piedi una nazione facendosi ricordare come quell’eroe che ti salva dai guai.

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