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CHIEVO 2001/02 – LA CENERENTOLA DELLA SERIE A

“E quando i mussi volaràn faremo el derby in Serie A, e così sempre sarà: Chievo in B ed Hellas in A”.

Leggetelo con accento veneto e siete pronti a entrare in curva sud allo stadio Bentegodi, quella riservata ai tifosi dell’Hellas. Per inciso, i “mussi” sono gli asini in lingua veneta, soprannome dei clivensi.

Mettiamoci comodi ed assistiamo al volo degli asini.

Verona è una delle città più importanti della nostra penisola, conosciuta per essere la città di Romeo e Giulietta nell’omonima opera di Shakespeare (per i più colti) o per le finali del Festivalbar (per noi ignorantoni).

Agli inizi del 2000, però, un altro avvenimento porta l’attenzione nella città scaligera: la favola del Chievo, che passa da essere una semplice frazione ad essere una delle protagoniste della serie A.

Il percorso della società, nella sua storia, è stato molto graduale e viene suddiviso esattamente in decenni: negli anni ‘60 in prima categoria, negli anni ‘70 in serie D, negli anni ‘80 raggiunge prima la C2 e poi la C1, dove resta fino al 1993.

Nella seconda metà degli anni ‘90 gioca 6 stagioni in serie B piazzandosi sempre a metà classifica fino ad arrivare alla stagione 99/00 dove il Chievo termina 15esimo.

I MAGICI ANNI 2000

Nell’estate del 2000 si siede in panchina Luigi Delneri e da qui le sorti dei clivensi cambieranno radicalmente.

Lo zoccolo duro della squadra è composto da D’Angelo (capitano storico), D’Anna, Lanna, Cossato e Marazzina, questi già presenti in rosa da diversi anni, Corini, Legrottaglie e Longo aggiunti nelle ultime stagioni.

Insieme al mister arrivano anche Barone e Manfredini e dalla serie A scendono Eriberto, Moro e Corradi.

La stagione 2000/01 vede una partenza a rilento delle big della serie cadetta (Torino, Sampdoria, Empoli e Venezia)

Questo permette alle piccole squadre come il neopromosso Siena, il Cosenza e da dicembre ad aprile il Chievo, di rimanere in vetta alla classifica, iniziando timidamente a muovere le ali.

Una successiva e costante crescita di Torino e Venezia fa scendere i clivensi al terzo posto alla fine del campionato.

Questo vuol dire promozione in serie A, i mussi hanno preso il volo e nella stagione 2001/02 si giocherà il derby di Verona.

IL DEBUTTO IN SERIE A

La campagna acquisti del Chievo alla prima esperienza nella massima serie è tutt’altro che faraonica, vengono aggiunti allo zoccolo duro il portiere Lupatelli, icona di stile con la sua pelata e i basettoni ma soprattutto per il numero 10 sulle sue spalle, Mayélé dal Cagliari e Perrotta dal Bari.

La formazione tipo del Chievo Verona 2001-02

Non ci sono grosse aspettative sulla squadra quando la serie A è ai blocchi di partenza, ma ben presto le gerarchie verrano riviste perché dopo aver raccolto 17 punti in 7 partite, il 21 ottobre il Chievo conquista addirittura la vetta della classifica e ci resta per 8 giornate, fino a inizio dicembre quando, dopo una sconfitta con il Milan, perde il primato.

In questo arco di tempo si segnala la sconfitta nel derby alla decima giornata dove, nonostante il vantaggio per 0-2, l’Hellas rimonta e sorpassa vincendo per 3-2.

Questa stracittadina viene ricordata soprattutto per la tanto criticata esultanza di Malesani sotto la sua curva.

Il girone di andata si conclude con la Roma che si aggiudica il titolo di campione d’inverno dopo un’alternanza da capolista con Inter e Chievo, appunto.

Il girone di ritorno vede i gialloblu perdere il passo con le squadre in vetta dopo un paio di sconfitte e molteplici pareggi.

Nella mattina del 2 marzo 2002, un tragico avvenimento scuote il Chievo: Jason Mayélé muore in un incidente stradale all’età di 26 anni.

La squadra si unisce ulteriormente e ritrova la vittoria nel derby di ritorno grazie a una doppietta di Cossato.

Il periodo negativo è passato e al termine dell’ultima giornata il Chievo si ritrova quinto in campionato alle spalle del Milan di un solo punto, sfiorando il sogno Champions da neopromossa ma respirando comunque l’aria europea perché si qualifica per la coppa UEFA.

Un’ulteriore soddisfazione è la retrocessione dei cugini dell’Hellas che dopo un buon girone di andata, vanno in caduta libera mancando la salvezza.

CESSIONE E IL CASO ERIBERTO, FINISCE LA MAGIA

La stagione 2002/03 vede gli acquisti di Andersson e Bierhoff e il ritorno in squadra del futuro capitano e recordman di presenze Pellissier ma viene quasi smantellata con le partenze di Corradi, Marazzina, Barone, Manfredini, D’Angelo e Longo.

Avrebbe dovuto esserci anche la partenza di Eriberto in direzione Lazio, se non fosse che il calciatore brasiliano viene coinvolto in uno scandalo di documenti falsi. Il suo nome non è Eriberto Conceição da Silva ma Luciano Siqueira de Oliveira e il suo anno di nascita non è il 1979 bensì il 1975.

Forse i suoi compagni di squadra avevano fiutato l’inganno date le molteplici battute sul suo aspetto “anziano”. Questo gli costerà 6 mesi di squalifica.

Il Chievo in questo campionato non riesce a ripercorrere il percorso fatto l’anno precedente ma chiude con un dignitoso settimo posto che gli vale la qualificazione all’Intertoto, qualificazione alla quale rifiuta per ammissione del presidente Campedelli:

“Ci siamo salvati ed era il nostro obiettivo, non restiamo a mani vuote, ma niente Intertoto, l’ Europa non è per noi, per ora, saremmo troppo presuntuosi”.

Al termine di questa stagione si può considerare svanita la favola del Chievo che passa dalla serie B all’Europa in un solo anno; i risultati andranno sempre in calando portando la squadra a lottare per la salvezza e non più alla lotta per l’Europa.

Però da quel miracolo, quando cercheranno di tarparvi le ali dicendo “quando gli asini voleranno…”, beh, sappiate che non sarà così impossibile.

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