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Competizioni

LA COPPA DELLE COPPE

È il 1998 e in Europa sta esplodendo il fenomeno Vicenza. 

Ebbene sì, oggi vorrei parlarvi di una competizione a mio parere molto interessante che purtroppo non c’è più, si tratta della Coppa delle Coppe. 

Questo trofeo, nato nella stagione 1960/61 in cui a trionfare è stata la Fiorentina di Hamrin e Milan, è stato cancellato dopo la vittoria di un’altra italiana, la Lazio, nel 1998/99 che in finale batte il Mallorca di Cuper, grazie alle reti di Vieri e Nedved; in questo lasso di tempo è stato il secondo torneo a livello di importanza continentale. 

La Lazio vincitrice del trofeo nel 1999

All’epoca dell’istituzione del torneo, in Europa erano presenti la Coppa dei Campioni, per le squadre vincitrici dei vari campionati nazionali e la Coppa delle Fiere (erroneamente paragonabile all’attuale Europa League).

Considerato il successo che avevano queste competizioni, si fece largo l’idea di crearne un’altra, con una formula simile alla Coppa dei Campioni ma per le vincitrici delle coppe nazionali, la UEFA però, riconoscerà il torneo solamente nel 1963. 

PRIME EDIZIONI

La prima edizione vede sfidarsi solo 10 squadre poiché non tutte le federazioni avevano una coppa nazionale e all’appello mancano, ad esempio, federazioni come quella francese, spagnola o portoghese. 

Col passare degli anni, tante federazioni si adeguano e sempre più nazioni saranno rappresentate, nascono nuovi stati e questo porta ad un massimo di 48 paesi rappresentati nelle ultime edizioni. 

Il torneo si svolge partendo da un turno preliminare per le squadre di federazioni meno quotate, così facendo si trovano le 32 squadre che compongono il tabellone in stile torneo tennistico e si sfidano dai sedicesimi alla finale. 

Ma perché questo torneo sarebbe interessante? Innanzitutto perché può succedere che ad ottenere il diritto di partecipare alla Coppa delle Coppe siano squadre poco blasonate di nazioni importanti, paesi in cui le grandi squadre snobbano la coppa nazionale, oppure semplicemente che a causa di colpi di scena riescono a vincerla. 

In secondo luogo perché partecipando una sola squadra per federazione (salvo qualche eccezione), con un sorteggio favorevole anche le squadre più deboli sulla carta possono andare avanti. 

Se i due casi combaciano allora nasce la magia, come nel caso del “nostro” Vicenza nella stagione 1997/98 di cui accennavo all’inizio di questo articolo, eliminato in semifinale dal Chelsea dei connazionali Vialli, Zola e Di Matteo. 

Pasquale Luiso, bomber di quel Vicenza

Inoltre, un ultimo motivo per cui questa coppa era interessante, la vincente della Coppa delle Coppe sfidava la vincente della Coppa dei Campioni nella classica Supercoppa europea e, dato che a nessuno piace perdere, erano sempre sfide interessanti. 

PICCOLE ALLA RISCOSSA

Se per il Vicenza del 1998 alla fine la gloria non è arrivata, non possiamo dire lo stesso per altre compagini poco titolate, a partire dallo Slovan Bratislava nel 1969, passando per il Magdeburgo della Germania est nel 1974, la doppia vittoria dell’Anderlecht del 1976 e 1978, la Dinamo Tbilisi nel 1981, l’Aberdeen 1983 e infine il trionfo del 1988 del Malines (Mechelen in fiammingo) che batte l’Ajax in finale. 

Il Malines campione nel 1988

Questa coppa è riuscita anche a regalare grandi pagine della storia del calcio come la Dinamo Kiev di Lobanovsky, la Sampdoria dei gemelli del gol Vialli e Mancini e la spettacolare finale Barcelona-Fortuna Düsseldorf 4-3 (con 3 gol nei supplementari).

Purtroppo col passare degli anni la Coppa Uefa assume sempre maggiore interesse finendo a superare la Coppa delle Coppe come importanza, questo porta la Uefa a unire le due competizioni in un unico torneo sicuramente con un livello più alto ma togliendo la possibilità di scrivere altre pagine di quel fantastico libro chiamato “Storia del calcio”.

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