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MORENO TORRICELLI – LA FASCIA DESTRA PIALLATA

La storia che voglio raccontarvi in questo articolo ha qualcosa di magico, possiamo definirla una favola.

La favola di un falegname (non è la storia di Pinocchio) che incontra una vecchia signora (non è nemmeno una puntata di “Uomini e donne”) e insieme raggiungono il tetto del mondo (no, non parlo neanche del romanzo “Sette anni in Tibet”).

La favola è quella di Moreno Torricelli, professione: terzino destro.

GLI INIZI NEL CALCIO DILETTANTISTICO

Moreno è un calciatore militante nelle categorie Promozione ed Eccellenza del comasco, tra Folgore e Oggiono, ma ovviamente lo stipendio non è quello dei calciatori di Serie A, per questo il calcio è solo un passatempo, un divertimento.

Torricelli in realtà lavora al Mobilificio Spinelli e continuerà a farlo fino a quando si trasferirà alla Caratese in Serie D, in cui gioca per 2 stagioni.

Il Lecco che gioca in C2 si interessa a lui per la stagione successiva, il direttore sportivo è un certo Claudio Gentile, ma ci sono anche Verona e Pro Vercelli.

Torricelli però al Lecco non ci andrà mai, Gentile suggerisce il suo nome a Trapattoni, allenatore della Juventus, che lo prende in prova per le amichevoli di fine stagione.

LA GRANDE OPPORTUNITA’

Il Trap viene positivamente colpito da Torricelli e nonostante lui non voglia illudersi, alla fine arriva la convocazione al ritiro pre-stagione.

Nell’estate in cui i bianconeri acquistano, tra gli altri, Vialli per circa 30 miliardi, Ravanelli e Dino Baggio, viene tesserato anche lui, pagandolo alla Caratese 50 milioni di vecchie Lire.

Moreno conquista da subito il soprannome di Geppetto, opera dell’altro Baggio in squadra, Roberto, per via del suo passato.

Con la società torinese vince tutto in Italia e in Europa prima con Trapattoni e poi con Lippi, allenatore con cui non avrà un grandissimo rapporto, e conquistando anche la Coppa Intercontinentale nel 1996.

Questo rapporto con il tecnico viareggino porta il nostro Geppetto ad allontanarsi da Torino nel 1998 per andare alla Fiorentina, dove ritrova Trapattoni.

IL PASSAGGIO ALLA FIORENTINA

La scelta di andare a Firenze è chiaramente dettata dalla voglia di ritrovare l’allenatore che gli ha dato fiducia e l’ha fatto esordire in Serie A ma non solo.

Quella Fiorentina non è una squadra qualsiasi, in quell’anno rimane in testa dalla prima alla ventunesima giornata e chiude al terzo posto; è la Fiorentina di Toldo, Rui Costa, Edmundo e Batistuta.

Con i viola vince la Coppa Italia della stagione 2000-01 e lascia la squadra nel 2002 a causa del fallimento finanziario della società gigliata.

PARENTESI NAZIONALE

In nazionale non sarà mai considerato un titolare, le presenze sono solo 10, chiuso da Mussi agli europei del 1996 in Inghilterra e da Moriero ai mondiali francesi del 1998.

Ma poco importa se con la maglia azzurra non è mai stato protagonista.

In fondo quel ragazzo che all’inizio degli anni 90 giocava part-time in Eccellenza e che nel 1996 vince l’Intercontinentale, si ritiene già abbastanza fortunato e siamo sicuri che non potrebbe chiedere di più.

Dopo tutto come Geppetto voleva solo un figlio, il Geppetto della nostra storia voleva solo giocare a calcio e direi che ci è riuscito discretamente bene.

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