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LA SCALA-TA DEL PARMA

Il 1989 è un anno che ha un’importanza storica rilevante, la caduta del muro di Berlino, negli Stati Uniti viene trasmessa la prima puntata dei Simpson, nasce Internet, le proteste di piazza Tienanmem e Fausto Leali e Anna Oxa vincono Sanremo con “Ti lascerò”.

Ok, forse l’ultimo evento non è così importante rispetto agli altri, ma per i tifosi del Parma ce n’è un altro: Nevio Scala si siede sulla panchina della società dei ducali ed è in questo momento che inizia a scrivere la loro storia.

L’INIZIO DELLA FAVOLA

Ma facciamo un passo indietro, nell’estate 1987 il presidente Ceresini cedette una quota della società alla Parmalat, che divenne socio di minoranza e principale sponsor della squadra, questo si rivelerà un passaggio importante della nostra storia.

Nella stagione 1989/90 il Parma è in Serie B, arriva da due salvezze tranquille e ancora prima dalla promozione dalla Serie C1 firmata Arrigo Sacchi.

Dopo un grandissimo girone di andata sempre a ridosso di Torino e Pisa, nel girone di ritorno i risultati non arrivano e all’ultima giornata è decisivo il “derby” con la Reggiana per la promozione ma Osio e Melli firmano il 2-0 valevole per la prima promozione in Serie A.

INIZIA L’ERA PARMALAT

In estate Fulvio Ceresini, divenuto presidente dopo la morte del padre Ernesto vende la quota di maggioranza alla Parmalat e inizia la leggenda.

La prima stagione in Serie A, quella del 1990/91 è emblematica per l’ambizione della società, arrivano Taffarel, Grün e Brolin, la squadra schierata col 3-5-2 gioca un bel calcio, si toglie anche qualche soddisfazione vincendo con Napoli, Roma, Fiorentina e pareggiando con la Sampdoria che vince lo Scudetto.

Il risultato finale è il sesto posto che significa prima qualificazione in Coppa UEFA.

Taffarel, Grün e Brolin

ARRIVA IL PRIMO TROFEO

Stagione 1991/92: vengono acquistati Nava e Agostini dal Milan, Pulga, Benarrivo e Di Chiara. La stagione è da ricordare non tanto per il piazzamento in Serie A, che comunque è un 7° posto, quanto per la conquista del primo trofeo, la Coppa Italia.

Nella finale con la Juventus l’andata finisce 1-0 per i bianconeri, il ritorno è un 2-0 per il Parma, le reti? Gli stessi che hanno regalato la promozione due anni prima, Osio e Melli.

La vittoria del primo trofeo è sicuramente importante e c’è un motivo particolare, che rivela il tecnico Scala:

“Abbiamo portato anche a termine la più grande operazione di mercato: i nostri giocatori hanno capito che si può’ vincere anche qui, gli altri lo hanno visto e in futuro non ci guarderanno più come una provinciale simpatica ma dal futuro incerto”.

Ma il bello deve ancora venire.

LA GLORIA EUROPEA

La stagione 1992/93 è indimenticabile, viene acquistato Pin che sarà una persona importante nello scacchiere del mister ma soprattutto un attaccante colombiano, Faustino Asprilla. 

Il Parma chiude al 3° posto ma cosa più importante vince la Coppa delle Coppe superando in semifinale l’Atletico Madrid trascinato dal messicano Luis García e battendo in finale l’Anversa 3-1 a Wembley.

Nella stagione 1993/94 la porta dei crociati viene affidata a Luca Bucci, con lui giungono alla corte di Scala anche Sensini, Crippa e Zola.

A febbraio la bacheca si allunga con la vittoria della Supercoppa europea ai danni del Milan in una sfida ad andata e ritorno.

All’1-0 firmato da Papin, il Parma nella gara di ritorno risponde con un altro 1-0 di Sensini e ai supplementari sarà Crippa a portare il trofeo in Emilia.

I risultati a fine stagione sono un quinto posto in campionato; semifinalista in Coppa Italia e finalista in Coppa delle Coppe, trofeo vinto dall’Arsenal che batte i gialloblù 1-0.

Nel mondiale del 1994 il Parma può vantare ben 5 giocatori convocati nella nazionale italiana vice campione del mondo: Bucci, Minotti, Apolloni, Benarrivo e Zola.

Arriviamo alla stagione 1994/95, le strade tra Melli e il Parma si dividono, in Emilia arriva Marco Branca oltre a Fiore, Fernando Couto, Mussi e Dino Baggio, quest’ultimi due reduci dal mondiale a stelle e strisce oltre ai già citati.

È un’altra stagione gloriosa, a inizio maggio si trova in seconda posizione in campionato, finalista in Coppa Italia e in Coppa UEFA ma la cosa curiosa è che dovrà incontrare ancora cinque volte la Juventus.

Prima la doppia sfida in finale di Coppa UEFA, i ducali sul loro cammino eliminano tra le altre Athletic Bilbao e Bayer Leverkusen e in finale vincono 1-0 l’andata grazie al gol dell’ex Dino Baggio e pareggiano 1-1 il ritorno, in gol ancora Dino Baggio che risponde a Vialli; è festa.

Passano 4 giorni, c’è Juventus-Parma di campionato, finisce 4-0 per i bianconeri e il Parma abbandona definitivamente il sogno scudetto, chiuderà al terzo posto, ripetendo il risultato di due anni prima.

Per finire, a giugno c’è la doppia sfida in finale di Coppa Italia vinta dalla Juventus.

Sfido a trovare un parmense che non sappia a memoria “Bucci; Di Chiara, Apolloni, Minotti, Couto, Benarrivo; Crippa, Sensini, Baggio; Zola, Asprilla”.

DELUSIONE FINALE

L’ultima stagione di Scala è quella del 1995/96, l’anno dell’esordio del 17enne Buffon, degli acquisti dei giovani Inzaghi e Cannavaro e soprattutto dal Barcellona arriva il pallone d’oro Hristo Stoichkov.

Insomma tutto lascia intendere che sia un’altra stagione trionfale, in realtà in Coppa Italia esce al primo turno, in Coppa delle Coppe ai quarti e in campionato arriva solo sesto.

L’estate 1996 segnò una svolta nella storia della società, con l’ingresso diretto della famiglia Tanzi, fino ad ora solo sponsor e azionista di maggioranza, nella gestione della società.

Quello che ne consegue è un cambio dirigenziale e tecnico e finirà l’era del Parma di Nevio Scala che vola a Dortmund e inizierà quella del Parma di Ancelotti.

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