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Speciali

PORTIERI VS RIGORI

“La gioia di vedere Jurij Gagarin volare nello spazio è superata soltanto dalla gioia di un buon rigore parato”.

Lev Yashin

Oggi saranno proprio loro i protagonisti della storia: i portieri e i rigori.

Ogni settimana nei bar e per strada si commenta sempre la partita della domenica, del fallo non fischiato o fischiato ingiustamente, dell’attaccante che poteva fare quel gol che faceva anche mia nonna, dell’intervento di quel portiere che è andato a tirarla fuori dal sette, di quel rigore che in realtà era fuori area o che se si fischia quello allora bisogna fischiarne 5 a partita. 

Il penalty è sempre il protagonista indiscusso di tutte le chiacchiere da bar e se quello che viene concesso, viene parato dal portiere allora è come se non fosse successo niente. Ma non è così.

QUALCHE NUMERO

Ogni portiere dice di avere il suo segreto ma ovviamente non va sempre bene, tenendo conto che mediamente un estremo difensore può arrivare a coprire il 72% della porta e un rigore piazzato bene è quasi impossibile da intercettare. 

Andrea Consigli (media attuale di penalty neutralizzati 33,3%, uno dei migliori del nostro calcio) ci dice che il suo “trucco” è osservare e analizzare i dettagli, ovvero prestare massima attenzione a dove guarda l’attaccante, se si concentra in un determinato angolo, al tipo di rincorsa. 

Samir Handanovic (media attuale di rigori parati del 38,5%, il migliore in Seria A ancora in attività e secondo nella classifica di sempre del nostro calcio avendone neutralizzati 30) dice di avere la tendenza a stare immobile il più a lungo possibile per cercare di destabilizzare il tiratore, teoria condivisa dal numero uno in assoluto della serie A che al momento resta Gianluca Pagliuca con 31.

Parare un rigore non è solo “culo” perché ci si butta dalla parte giusta, dietro a un salvataggio così estremo c’è sempre un grandissimo lavoro che la maggior parte delle volte nessuno calcola.

LO STUDIO PAGA

Un esempio lampante è quello che racconta Petr Cech dopo la finale di Champions League del 2012 contro il Bayern Monaco, finale vinta dal suo Chelsea dove lo stesso portiere ceco (della Repubblica Ceca) neutralizza Robben nei tempi regolamentari e successivamente Schweinsteiger e Olic.

Nessun trucco, solo tanto studio. Prima della finale, lui, insieme allo staff e agli altri portieri, hanno analizzato tutti i calci di rigore tirati dai bavaresi dal 2007 in un video di più di 2 ore. Avendolo visto 3 o 4 volte, i compiti a casa li ha eseguiti ed è arrivato pronto all’esame.

Altri portieri invece hanno confessato che anche loro hanno studiato in allenamento gli avversari ma quando si è presentato il momento della verifica hanno dovuto ricorrere ai bigliettini come facevamo noi ragazzi comuni sui banchi di scuola.

Per maggiori informazioni chiedere a Sergio Romero che nella semifinale del mondiale 2014 contro l’Olanda, al momento dei rigori legge un bigliettino e se lo nasconde nelle mutande (probabilmente sul bigino c’erano tutte le info sugli avversari).

Se non ci si fida di Romero, si può chiedere maggiori dettagli a Pickford e Krul che una volta arrivati davanti a una lotteria di calci di rigore, avevano appuntato anzitempo sulla propria borraccia le informazioni sui tiratori avversari.

Tutti quanti ebbero successo!

LA FURBATA DI VAN GAAL

A proposito di Krul e del mondiale brasileiro del 2014, il portiere olandese è stato il protagonista della vittoria ai rigori nei quarti di finale contro la Costa Rica (partita bloccata sullo 0-0), ma non giocava titolare.

Il primo portiere di quell’Olanda era Cillessen (in forza all’Ajax) che aveva già giocato tutte le partite e anche i quarti stessi. 

“Cosa c’entra Krul?” direte.

C’entra eccome perché al minuto 121, quella vecchia volpe di Louis Van Gaal fa una sostituzione: esce il primo portiere ed entra la riserva.

“Ma come?! Proprio adesso?!”, “Ma questo è pazzo!”, “Ci sarà un errore!” pensa chi sta seguendo il match, e invece no.

Van Gaal se l’era studiata e stava andando tutto secondo copione: quando, e se, una partita si avvierà verso i rigori, entrerà Tim Krul, il portiere di riserva. 

Lo sa l’allenatore, lo sa lo staff, lo sa lo stesso Krul, chi invece resta all’oscuro del ”piano” è il povero Jasper Cillessen. 

Ma questo non è importante perché gli Orange passeranno il turno (“Geniale intuizione di Van Gaal”, “Van Geniaal” si leggerà il giorno dopo sui giornali olandesi).

A dirlo è semplice ovviamente, però parare un rigore diventa semplice quando ci si prepara adeguatamente.

GUERRA DI NERVI

Finora abbiamo parlato di preparazione e studio, di metodo di allenamento, di concentrazione, ma questi delle volte non bastano e per alzare le probabilità di avere successo si ricorre alla psicologia.

Ora, non farò una lezione di psicologia perché non ne sono in grado, ma lavorare sulla mente di chi batte un rigore è consentito dal regolamento e dato che è possibile, qualche portiere al momento opportuno può decidere di innervosire e/o abbassare la concentrazione dell’avversario.

A Liverpool, per esempio, pare che lo staff dei portieri lavori proprio su questo, anche perché altrimenti non si spiegano le vittorie in Champions League contro Roma (edizione 1983/84), dove Grobbelaar ipnotizza Bruno Conti e Ciccio Graziani con la sua “spaghetti legs” (movimento floscio delle gambe, quasi fossero spaghetti cotti), e Milan (edizione 2004/05), dove Dudek balla sulla linea di porta confondendo le idee a Pirlo e Shevchenko.

Deve avere lo stesso staff anche il Sidney FC, mi spiego meglio.

Andrew Redmyne è il portiere degli azzurri di Sidney e il 19 maggio 2019 si gioca la finale del campionato australiano per decretare chi tra Perth Glory e Sydney FC sarà il campione nazionale.

I tempi regolamentari finiscono 0-0 e nella lotteria dei calci di rigore, il portiere si improvvisa ballerino (sulla qualità si potrebbe discutere) e neutralizza prima Keogh e successivamente Santalab, regalando la vittoria ai suoi.

Infine l’ultimo esempio che vorrei mostrare è quello di Pinto, secondo portiere nella stagione 2008/09 alle spalle di Victor Valdes, che nel ritorno della semifinale di Coppa del Rey neutralizza Arango.

Come? Dicendogli dove si sarebbe buttato. Poco prima del fischio dell’arbitro, Pinto guarda il suo avversario e gli dice, con tanto di mimica, che si sarebbe buttato sinistra.

L’esito del rigore è già stato detto. Incredibile.

Si dice che il segreto, per un ragazzo da bambino che vuole fare il portiere, è che i portieri sono tutti pazzi. In alcuni casi è proprio vero!

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