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Rivalità Storiche

DERBY DI GENOVA – LANTERNA? NO, SUPERCLASICO

“A casa mia non c’è neanche una fottuta maglia del River. Io davo la mia a Pablo (Aimar), ma la sua mica la prendevo”

Senza troppi peli sulla lingua Juan Roman Riquelme, leggenda del Boca Juniors.

“Del Boca sarà tua madre!”

Dice pacatamente “Mono” Burgos alla figlia, ancora bambina, che in un’intervista afferma che una cessione di suo papà dal River Plate, metterebbe il Boca in cima alle sue preferenze.

Questa piccola introduzione ci porta a parlare di uno dei derby più accesi e sentiti al mondo, l’eterna sfida tra Boca Juniors e River Plate: El Superclasico.

Ma se le squadre sono argentine, cosa ci azzecca Genova che sta in Italia?

È vero! Però facciamo cosi, se siete borghesi arricciate il baffo, indossate bombetta e smoking e prendete il vostro bastone da passeggio.

Se invece fate parte della classe operaia mettevi in testa la coppola e allacciate le bretelle perché andiamo nel 1901.

GENOVA CAPUT MUNDI

Tra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del ‘900, molte famiglie di marinai europei migrano in Argentina, specialmente nella zona del porto, portando il calcio, che nel tempo libero è il loro svago.

Data la passione trasmessa ai ragazzini argentini, nasce l’esigenza di creare delle squadre che si sfidino tra loro.

Nascono quindi nel Barrio della Boca, tra le altre, nel 1901 il River Plate con a capo Enrique Salvarezza e nel 1905 il Boca Juniors, il cui primo presidente è Esteban Baglietto, entrambi originari di Genova.

Ecco quindi che i destini di River e Boca si intrecciano con la città di Genova.

Curiosa è la scelta dei nomi: River Plate deriva da delle casse accantonate nella zona del porto sulle quali è segnata la destinazione di queste, The River Plate.

Boca Juniors va scomposto, Boca come il quartiere di appartenenza e Juniors per dare un tocco inglese e rendere omaggio a quei marinai che li avevano fatti appassionare al calcio.

Ricordate quando ho fatto la distinzione tra borghesi e operai? Anche quello non è un caso. Ora vi spiego.

NETTE DIVISIONI E SOPRANNOMI, DAGLI AMANTI DELLO STERCO…

La grande rivalità tra le due squadre nasce, di base, per le diverse classi sociali che governano i due club, oltre al fatto che vengono entrambe dallo stesso quartiere.

Il Boca Juniors è la squadra dei più poveri, degli abitanti del “ghetto” di Buenos Aires.

Il River Plate invece è la squadra di arricchiti e nobili, trasferiti da un quartiere povero come la Boca in un quartiere ricco ed altolocato come Nunez.

L’Argentina, inoltre, è una terra ricca di fantasia, sia in campo sia fuori, e in termini di soprannomi vanno forte.

Il soprannome del River è “Millionarios”, etichetta data soprattutto dalle cessioni di Sivori alla Juventus e di Di Stefano al Real Madrid che hanno portato nelle casse del club molti molti soldi in parte serviti a finanziare la costruzione dello stadio Monumental.

Per darvi un’idea, negli anni ’30 acquistò Bernabè Ferreyra pagandolo 1 lingotto d’oro.

Mentre quello del Boca è “Xeneizes” (“genovesi” in lingua spagnola) per riportare alle origini del club.

Questi sono quelli “ufficiali” ma come dicevo prima, la fantasia non manca agli argentini e nel corso degli anni sono venuti a galla altri nomignoli di scherno.

Per i tifosi del River Plate, i fratellastri del Boca sono i “bosteros”, letteralmente “amanti dello sterco” perché nei pressi della Bomboniera c’era una fabbrica che produceva mattoni con lo sterco degli animali.

…ALLE GALLINE

Viceversa, per i sostenitori del Boca, quelli del River sono le “gallina” (galline in italiano).

Per risalire a questo appellativo bisogna andare all’edizione del 1966 della Copa Libertadores, quando il River Plate, in vantaggio 2-0 sul Penarol, perde 2-4.

Nella prima partita di campionato successiva i tifosi gialloblu lanciano in campo una gallina come sfottò.

Il campo è quello del Banfield ma la presa per i fondelli resta nella storia.

Oltre ai soprannomi, sono fantasiosi anche i gesti di scherno tra le tifoserie e giocatori delle due parti.

Chiedere a Carlitos Tevez, quando nel 2004 viene espulso dopo un gol per aver esultato imitando una gallina.

La punizione è dura ma per l’Apache la soddisfazione di essersi fatto beffa dei rivali è impagabile.

Così come nel 2008 quando il pullman del River Plate arriva alla Bombonera e ad accoglierlo ci sono da migliaia di piume di gallina e quintali di chicchi di mais.

La risposta dei millionarios arriva nel 2010 quando appena prima dell’incontro vengono appese a dei palloncini bianchi e rossi una decina di bambole gonfiabili con la maglia del Boca.

Una volta sono stati chiamati al lavoro molti pasticceri perché i tifosi del Boca mandarono 400.000 cornetti ai supporter del River giusto per dire loro che erano “cornuti”.

I DISORDINI CHE ACCOMPAGNANO IL SUPERCLASICO

Queste sono parentesi simpatiche di sfottò, ma purtroppo El Superclasico non è solo questo.

Basti pensare al primo incontro ufficiale tra i due club nel 1913.

Il clima già infuocato dall’odio tra le due squadre vede l’arbitro del match presentarsi in ritardo di una buona mezz’ora, ritardo non proprio involontario.

Nel 1931 la partita fu sospesa al 75’ minuto dopo l’assegnazione di un generoso calcio di rigore in favore del Boca con conseguente espulsione di un giocatore biancorosso.

La rabbia dei millionarios si riversò tra le strade con gli scontri tra tifoserie e esercito.

Negli ottavi di finale di Copa Libertadores del 2015 il Boca Juniors viene squalificato perché i tifosi gialloblu spruzzano negli occhi dei giocatori del River Plate uno spray urticante.

I millionarios vinceranno poi quell’edizione contro i messicani del Tigre.

El Superclasico è, purtroppo, anche sinonimo di paura, scontri, feriti e morti.

Nel 1994 il River Plate vince 2-0 alla Bombonera, i tifosi xeneizes, circa una sessantina armati come truppe in guerra, per vendicare la sconfitta assale un pulmino di tifosi millionarios.

Le vittime saranno 2 tifosi del River.

Altri disordini sono arrivati il 26 giugno 2011 quando il River pareggia 1-1 in casa contro il Belgrano.

Questo pareggio vale peggio di una sconfitta perché vede la squadra retrocedere dopo 110 anni di storia.

Il bilancio è di 72 feriti, stadio Monumental messo a ferro e fuoco, negozi distrutti e squadre tenute per 5 ore negli spogliatoi in attesa che la guerriglia che si era scatenata terminasse.

LO STORICO SUPERCLASICO DEL 2018

L’ultimo fatto incredibile risale al 2018, Superclasico in finale di Copa Libertadores.

L’andata finisce 2-2 alla Bombonera e il ritorno si dovrebbe giocare in un clima infuocato al Monumental.

Qui non si parla più di un dominio su un quartiere, una città o una nazione, ma si tratta di potere su tutta l’America Latina.

Il 24 novembre è il giorno che tutti gli argentini hanno cerchiato in rosso sul calendario, tutti hanno chiesto un giorno di ferie al lavoro per vivere la partita del secolo.

La carica fuori dallo stadio, però, diventa insostenibile tanto che il pullman del Boca, nei pressi dello stadio, viene preso a sassate.

Inizialmente si posticipa leggermente l’orario, poi un altro rinvio, poi un altro fino a che arriva la notizia della sospensione della gara.

In una situazione normale si sarebbe assegnata la vittoria a tavolino per il Boca, ma la Conmebol non accetta che la coppa sia assegnata a una squadra senza aver giocato.

Le soluzioni sono molteplici, dal giocare in Paraguay dove ha sede la Federazione stessa a Doha, in Qatar, dove dopo non molto tempo si sarebbe giocato il Mondiale per Club.

L’assessore allo sport della città di Genova, Anzalone, propone di giocarlo al Marassi in onore alle origini genovesi dei due club.

Alla fine si decide di giocare allo stadio Bernabeu di Madrid.

Vincerà il River Plate ai supplementari, dopo che Pratto pareggia la rete di Di Benedetto (in questa partita la celebre linguaccia dell’attaccante del Boca nei confronti di un difensore del River).

Oggi abbiamo raccontato quello che è il Superclasico dei derby, il più importante e più sentito al mondo.

Una rivalità storica tra due squadre dello stesso quartiere ma con così tante differenze da dividere tutta al popolazione di un paese (e se si è appassionati del calcio, di tutto il mondo).

Cuore contro cervello. Passione contro scienza. Poveri contro ricchi. O Boca Juniors o River Plate.

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