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IL TORNEO DI VIAREGGIO – TRA SOGNO E REALTA’

“Pensano che, essendo piccolo e giovane, da me non possa venire niente di grande”.

A parlare è nientepopodimeno che Wolfgang Amadeus Mozart.

Sono passati più di tre secoli eppure questo concetto è sempre moderno nel nostro calcio, stiamo parlando dei ragazzi di ogni settore giovanile che annualmente si sfidano nel più grande palcoscenico delle giovani promesse che vogliono mettersi in luce e affermarsi tra i grandi, il Torneo di Viareggio.

COME NASCE IL TORNEO

Andiamo indietro nel tempo fino al secondo dopoguerra, Viareggio nel secondo conflitto mondiale ha subìto dei pesantissimi bombardamenti, la città è massacrata, centinaia e centinaia di abitazioni sono andate distrutte, la stazione, il porto e le fabbriche sono state per anni nei mirini degli Alleati.

Solo nel settembre del 1944 la città viene liberata e i danni sono innumerevoli, ma Viareggio non è una città che resta con le mani in mano, ha una grandissima voglia di risorgere, viene ricostruita e riprende piede anche il famoso Carnevale.

La rinascita si basa soprattutto sui giovani e sulla loro voglia di costruirsi un futuro, anche attraverso lo sport e più precisamente tramite il calcio.

Prende corpo così una competizione cittadina tra bar, visti come luogo di aggregazione e ritrovo, dove i protagonisti sono appunto le nuove generazioni.

L’idea funziona ma bisogna mettere in piedi
un’organizzazione adeguata e trovarle un nome che la caratterizzi.

Cosa distingue in particolare Viareggio dalle altre città? Il Carnevale!

Nasce quindi nel 1949 la Coppa Carnevale – Torneo di Viareggio, qui passeranno i tutti quei ragazzi che diventeranno i campioni del nostro paese.

I PRIMI “CARNEVALI”

Analizzando l’albo d’oro si trovano sia tutti quei cicli generazionali che hanno fatto le fortune delle varie società, ma anche delle grandi sorprese.

La prima edizione se la giocano 7 squadre italiane (Viareggio, ovviamente, Lucchese, Milan, Fiorentina, Lazio, Livorno e Sampdoria) e 3 straniere (Mentone e Nizza dalla Francia e Bellinzona dalla Svizzera).

Il titolo andrà al Milan, che lo vincerà altre 8 volte, record condiviso con la
Juventus.

La terza edizione, quella del 1951, va al Partizan Belgrado, prima volta che una squadra straniera si aggiudica il trofeo.

L’anno successivo le formazioni iscritte passano da 10 a 16 e la stessa
squadra appartenente all’ex Jugoslavia arriva sempre in finale e deve vedersela col Milan, che vincerà anche grazie alla rete di Amleto Frignani, il nome ci dirà poco ma è stato il primo calciatore italiano a segnare nella Coppa dei Campioni.

SEMPRE PIU’ INTERNAZIONALE

Nel 1954 c’è la prima apparizione del Real Madrid che però non andrà oltre gli ottavi di finale, sconfitti del Vicenza (vincitori di quella edizione e anche l’anno successivo).

Nell’anno 1957 c’è la prima comparsa del Dukla Praga e qui apriamo una bella parentesi.

La squadra della Repubblica Ceca ora non esiste più, o meglio, si è fusa 1996 con il Pribram e ad oggi è nella Serie B Ceca, ma tra il 1964 e il 1980 è stata in grado di vincere 6 edizioni giocando 8 finali e altre 4 semifinali.

È curioso, ma forse no, il fatto che le vittorie nel Torneo di Viareggio siano
arrivate in corrispondenza degli Europei e delle Olimpiadi, per la precisione nel ’64, nel ’68, nel ’72, nel ’76 e nell’ ’80 (più quella del ’70).

Edizione del 1980: Lazio-Dukla Praga

Ricordate quando vi dicevo dei cicli generazionali? Beh la Cecoslovacchia infatti nel 1976 vince gli Europei e nel 1980 le Olimpiadi di calcio.

Sui cechi, tra l’altro, sono sorti dei dubbi di illecito per via di alcune calvizie insolite dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni.

Nei primi anni ’60 partecipano anche all’International Soccer League a New York insieme ad altre squadre europee di primo piano a quei tempi.

Tra le fila dei giallorossi con la maglia che ricorda quella della Pinco Pallino Joe (chi ha visto il film “Dodgeball – Palle al balzo” sa di cosa parlo), sono passati anche 2 Palloni D’Oro: Josef Masopust e Pavel Nedved.

ANNI ’60 E ’70

Chiusa la parentesi sul Dukla Praga, possiamo proseguire col viaggio.

Negli anni ’60 e ’70, oltre a Juventus, Milan e Inter sempre al top, va forte anche la Fiorentina dei vari Chiarugi, Giovanni Galli, Antognoni e mister Renzo Ulivieri.

Nell’edizione del 1977 ci andranno i fratelli Baresi, Beppe con l’Inter e Franco col Milan, ma non si incontreranno perchè, mentre il Milan arriva alla finale, perdendola contro la Sampdoria, l’Inter viene eliminata ai quarti di finale dalla Fiorentina di Giovanni Galli sopracitata.

Franco Baresi premiato come miglior giocatore del torneo

LA CINA E’ VICINA

Nel 1978 abbiamo la prima apparizione di una squadra cinese nella competizione, il Beijing Youth.

Di per sé non è una grande notizia se non per il fatto stesso che una delegazione cinese aderisse a una competizione internazionale, dato che per questioni politiche legate all’isolazionismo, la Cina non partecipa neanche alle Olimpiadi dal 1952.

Sarà importante questa presenza cinese, non tanto per i risultati (2 sconfitte e un pareggio, quindi
eliminazione), ma perché seppur in minima parte vengono riallacciati i rapporti tra Cina e occidente.

GENERAZIONI AZZURRE ANNI ’80

Negli anni ’80 è il Torino a emergere con gruppo dei giovani Comi, Lentini, Fuser, Osio e Dino Baggio che dal 1984 al 1989 vinceranno 4 edizioni e perderanno in finale contro la Fiorentina nel 1988.

In questi anni prendono parte al torneo grandissimi i campioni degli anni ’90, Roberto Baggio che disputa il torneo con la Fiorentina che lo paga circa 3 miliardi di lire dal Vicenza nonostante si sia rotto i legamenti del crociato del ginocchio.

La Sampdoria porta alla Coppa Carnevale ragazzi del calibro di Pagliuca, Mancini e Vialli che saranno i protagonisti dello scudetto della stagione 90/91, il Milan convoca Maldini, Costacurta, Filippo Galli e Albertini, nella Roma ci sono Peruzzi, Di Livio e Giannini.

Nell’83 un giovane Fabio Capello è alla guida del Milan e nell’84 Arrigo Sacchi è alla guida della Fiorentina, nessuno sa che questi due mister alle prime armi scriveranno la storia del calcio con il Milan.

Un altro grande allenatore emerso in questi anni è il padrone di casa Marcello Lippi che nell’edizione dell’82 guida la Sampdoria.

FUTURI CAMPIONI DELLA SERIE A

Indimenticabile è stata l’esperienza di Batistuta nel 1989 con la maglia del Deportivo Italiano (in prestito dal Newell’s Old Boys), una tripletta per lui contro il CSKA Sofia, una foto con l’idolo Maradona (venuto a vedere una partita del nipote Diego Lopez, compagno di Batigol) e, leggenda narra, un trasferimento al Viareggio non concretizzato.

Negli anni ’90 aumentano i partecipanti passando da 16 a 24 e salgono alla ribalta le cosiddette “provinciali”: Cesena (1990), Atalanta (1993), Brescia (1996) e Bari (1997).

Il percorso dei romagnoli, se analizziamo i risultati, è stato sempre lineare, vittoria per 1-0 contro Newell’s Old Boys, Juventus, Bologna e Napoli in finale.

ATALANTA 1993

I bergamaschi sono sotto gli ordini di Cesare Prandelli e in quella rosa ci sono Morfeo e Tacchinardi che emergono su tutti, anche se il vero talento del torneo gioca con la maglia del Padova e si chiama Alessandro Del Piero.

In questa edizione c’è anche un attaccante brasiliano che si farà valere in serie A, gioca coi giapponesi dei Tokyo Verdy e il suo nome è Marcio
Amoroso, saranno indimenticabili le esperienza con Udinese e Parma.

A proposito di Morfeo, l’ex fantasista, che nel percorso della squadra è stato fondamentale, ci racconta che

“Io quella finale del Viareggio non dovevo nemmeno giocarla, avevo una forte distorsione al piede. Avevo disputato un gran torneo e non potevo saltare proprio la partita decisiva. Prandelli mi disse di salire in pineta e di provare a centrare un albero con il pallone. Dovevo colpirlo per almeno tre volte consecutive. Solo così mi avrebbe fatto giocare. E alla fine ce l’ho fatta.”

Che talento!

BRESCIA 1996 – BARI 1997

Arriviamo al ’96, anno delle “Rondinelle” lombarde.

Nella finale di quell’anno si scontrano due provinciali come Brescia e Parma, in quella finale giocano 3 futuri campioni del mondo come Pirlo,
Buffon e Barone (sì, proprio quello del non passaggio di Inzaghi contro la Repubblica Ceca).

Nei bresciani giocano anche Diana, Bonazzoli e Baronio che giocheranno per anni nella nostra serie A.

L’anno successivo il trionfo va verso il sud in direzione Bari grazie al contributo di Ventola, Zambrotta e Legrottaglie.

In questa edizione risaltano agli occhi giovani promesse (mantenute)
come Gattuso, Di Natale e Pellissier, oltre ai già citati baresi.

Piccola nota sul 2000: vince l’Empoli ed emergono Chiellini (Livorno), Amelia (Roma), Quagliarella (Torino) e il croato Srna (Hajduk Spalato).

INTER 2002

Arriviamo al 2002 dove le squadre ospitate sono 40 e tra queste l’Inter sembra essere invincibile e, dato il florido settore giovanile, destinato ad anni di successi anche tra i grandi.

In questa edizione Roma (con De Rossi e Aquilani su tutti) e Bayern Monaco (Lahm e Schweinsteiger) vengono eliminati nello stesso girone dal Perugia di “Uragano” Gaucci e dai brasiliani del Desportiva.

I nerazzurri, come dicevamo, avevano una primavera con tantissime speranze per il futuro, peccato però che i successi raccolti negli anni a venire non siano stati frutto di questi ragazzi, parliamo di Martins e Pandev su tutti (il macedone era stato protagonista l’anno prima con il Balesica), ma
anche di Cordaz, Pasquale e Rullo che qualche presenza in serie A l’hanno fatta, e di Mattia Altobelli (figlio di “Spillo”, eroe dell’82), Beati, Moreau e Rebecchi sui quali pendevano enormi aspettative, anche se non ne abbiamo mai sentito parlare.

DOMINIO JUVE

Dal 2003 parte il dominio Juventus prima sotto la guida di Gasperini (artefice della qualificazione in Champions dell’Atalanta nel 2019), tre titoli consecutivi.

Nell’edizione del 2004 vengono convocati anche il “Papu” Gomez con l’Arsenal de Sarandi e Arda Turan con il Galatasaray (anche se non giocherà neanche un minuto).

La Juventus 2005, tra cui si possono riconoscere De Ceglie, Masiello e Marchisio

Nel 2006 viene interrotto il poker della Vecchia Signora (edizione con 48 squadre da 5 diversi continenti, prima volta nella storia) che schiera contemporaneamente Criscito, Marchisio (esploso già l’anno precedente) e Giovinco, non male!

Vincerà la Juventud, squadra uruguaiana che farà 7 vittorie su 7, ma nell’altra squadra che viene dall’Uruguay gioca un giovane attaccante il cui nome circola parecchio tra gli addetti ai lavori.

“Mica male quel CaBani”

Eh già, CaBani perché la distinta è stata compilata male e al posto di quella B ci va una V: Cavani. Adesso sappiamo tutti di chi stiamo parlando!

Eccolo Cavani, il terzo in piedi partendo da destra

TENTATIVI DI EVASIONE

Nel 2007 vince il Genoa, ma è un’altra notizia a tenere il fiato sospeso: sono scomparsi 6 giocatori della Camberene (società senegalese).

Verranno poi rintracciati, ma non sarà la prima e unica volta perché anche 10 anni dopo succederà una cosa simile.

Prima ne scappano 2 e, una volta riunita tutta la società (Ujiana, Rep.Democratica del Congo) per spiegare l’accaduto, il resto della
squadra si ritira e va a dormire, ma qui accade l’incredibile: facendo un giro tra le camere, il mister si accorge che mancano altri 5 ragazzi all’appello, per un totale di 7!

Anche in questo caso verranno rintracciati dalle forze dell’ordine.

GLI ULTIMI ANNI

Nel 2008 invece è un altro giocatore dell’Inter, che vincerà l’edizione, a farla da padrone, uno che di colpi ne ha tanti, anche di testa.

È Mario Balotelli e tutti lo conosciamo.

Nel 2009 e nel 2010 vince di nuovo la Juventus trascinata da un attaccante campano di nome Ciro Immobile che negli anni diventerà punto fermo di Torino, Lazio e Nazionale.

Negli anni a seguire tante future stelle sono uscite dal Torneo di Viareggio, gli osservatori di tutti i grandi club sono puntualmente presenti per scovare le giovani promesse e accaparrarsele, quel che è certo è che quei giovani viareggini negli anni ’50 mai si sarebbero sognati tutto questo.

Tanti campioni del passato e del presente hanno calpestato l’erba dei campi del “Viareggio” e qualche stellina sta cercando di farsi largo ma forse è ancora presto per dire se siano astri nascenti o meteore, il tempo sarà dalla loro parte.

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