Loading...
Squadre

ZACCHERONI, L’UDINESE E QUEL 3-4-3

L’Udinese delle tre stagioni tra il 1995 e il 1998 è quella di Zaccheroni, tecnico romagnolo su cui il presidente Pozzo decide di scommettere dopo la promozione in Serie A della stagione 1994/95 con Galeone.

Il neo tecnico arriva da una stagione con il Cosenza in Serie B che riesce a raggiungere la salvezza nonostante 9 punti di penalizzazione, non ha esperienze in Serie A ma è uno che ha fatto la gavetta: interregionale, C2, C1 e serie B e da buon romagnolo si ispira a Sacchi e al suo 4-4-2.

LA STAGIONE 1995-96

Nella prima stagione il buon Zac lascia partire Carnevale, Pizzi e Scarchilli, chiede ed ottiene alla società Stroppa dal Milan oltre agli acquisti di Bia, dei giovani Giannichedda e Gargo ma soprattutto un certo Oliver Bierhoff dall’Ascoli.

La stagione parte male e nel precampionato l’Udinese deve fare i conti con un incidente stradale avvenuto a Stroppa, che lo costringerà a stare lontano dai campi quasi due mesi.

Questo non demoralizza i bianconeri che all’esordio vincono 1a0 in casa contro il Cagliari e dopo aver sconfitto Cremonese e Torino, alla 9^ giornata cade anche la Juventus.

La coppia Poggi-Bierhoff funziona e alla fine dell’andata la squadra è sesta con 25 punti.

Il girone di ritorno però non va come quello d’andata ma questo non esclude una salvezza tranquilla, mantenendosi lontani dalla zona retrocessione chiudono il torneo in decima posizione, con 41 punti.

Atra nota lieta Bierhoff che segna 17 reti conquistando di fatto il ruolo di titolare della Germania agli Europei in Inghilterra del 1996 (e tra l’altro nella finale contro la Repubblica ceca, segna il Golden Gol).

LA SECONDA STAGIONE, UN RISCHIO CHE VALE UNA CARRIERA

La stagione successiva è quella della consacrazione, a Udine arrivano tra gli altri Turci (che si infortuna il 24 agosto e starà fuori 3 mesi), Pierini, Orlando e Marcio Amoroso.

Quest’ultimo però non ingrana, Zaccheroni gli dà poco spazio e ci saranno parecchi contrasti, l’addio sembra vicino soprattutto quando, dopo un infortunio a Bierhoff, l’allenatore per la partita con la Fiorentina sembra intenzionato a schierare Clementi.

Amoroso non la prende bene, chiama Pozzo e comunica di voler andarsene; ma nel prepartita Clementi non è al meglio, è il momento del brasiliano: l’Udinese vince 2-0, Amoroso si mette in mostra con una doppietta e da quel momento sarà un titolare.

La squadra però non rende come sperato, alla fine dell’andata si trova in 13^ posizione, l’assenza di Bierhoff si sente e la panchina traballa.

A gennaio arrivano Locatelli e Genaux ed è proprio da un’espulsione del difensore belga, il 13 aprile che la stagione cambia; è il 4° minuto di Juventus-Udinese e nonostante l’inferiorità numerica Zaccheroni deve rivedere il suo 4-4-2 di partenza, tutti pensano che rinunci a un attaccante invece passa al 3-4-2 e vince 3-0 (doppietta Amoroso e gol di Bierhoff).

Dalla giornata seguente nasce ufficialmente il 3-4-3 di Zaccheroni col quale, grazie a sei vittorie e un pareggio nelle ultime otto giornate di campionato, raggiunge il quinto posto e una storica qualificazione in Coppa UEFA.

LA CONFESSIONE DI ZAC

Molti anni dopo Zaccheroni parlerà così dell’intuizione:

“Ho fatto una cosa che, se fosse andata male, probabilmente sarei andato a casa e avrei smesso di allenare. Ci lavoravo da tempo, ma la squadra non credeva in questa soluzione.

Ritrovai a Udine attaccanti come Poggi, Bierhoff e Amoroso e ho provato a farli coesistere. L’obiettivo era mettere insieme questi tre giocatori che non potevano allontanarsi dalla porta e l’unico sistema era farli rimanere nella metà campo avversaria”.

1997/98 L’ANNO DELLA CONSACRAZIONE

La stagione 1997-98 è un’ulteriore conferma della perfetta gestione di quell’Udinese, arrivano giocatori come Jørgensen, Bachini, Walem, Appiah e Pineda.

In coppa UEFA la squadra passa il primo turno: dopo aver perso l’andata 1-0 in casa del Widzew Lodz, vincono 3-0 a Udine (Poggi, Bierhoff e Locatelli).

Ai sedicesimi c’è la fortissima Ajax che vince 1-0 ad Amsterdam ma al ritorno è un’altra storia. I friulani sfoderano una prestazione da big e dopo un parziale 2-0 firmato dai soliti Poggi e Bierhoff devono fare i conti col gol di Arveladze che sancisce l’eliminazione dalla coppa.

Il 3-4-3 però funziona tanto da portare la squadra friulana fino al terzo posto alla fine del girone d’andata, dietro solo a Inter e Juventus.

Nel girone di ritorno si infortuna Amoroso ma i bianconeri resistono all’assalto di Roma, Parma e Lazio e grazie a quattro vittorie nelle ultime quattro giornate conquistano il terzo posto.

L’anno seguente Zaccheroni se ne andrà al Milan portandosi con sé Bierhoff e Helveg e ovviamente il suo 3-4-3.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *