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URAGANO GAUCCI

“Non vi do neanche il tempo di cambiarvi le mutande, andate in ritiro fino a quando non vincete”. Però le partite successive erano contro Juventus, Milan e Lazio. Così all’ennesimo ritiro imposto, Matrecano, il nostro capitano a cui era nata una bambina, gli disse che avremmo dovuto godere di ventiquattr’ore di riposo da regolamento.

La risposta non fu altrettanto diplomatica. Ovviamente non ci diede il giorno libero e a Matrecano disse “Benissimo capitano, sei fuori rosa. C’è qualche altro sindacalista in squadra?”

Così ci racconta Mauro Milanese.

Il protagonista di oggi è uno dei presidenti più controversi, folli e geniali che hanno scritto la storia del nostro calcio, parliamo di Luciano Gaucci.

Gaucci è un investitore a 360°, senza badare al tipo di attività, dove si poteva fiutare un minimo affare lui investiva e tante volte quello che toccava diventava oro.

GLI INIZI

Parte conducente di tram nella sua Roma per conto di ATAC (agenzia che gestisce buona parte dei servizi di trasporto pubblico della capitale), successivamente vince un bando comunale e diventa impiegato per la stessa azienda.

Lascia l’impiego alla ATAC ed entra nell’azienda di pulizie del suocero e da qui parte il suo spirito imprenditoriale, infatti fonda nel 1975 “La Milanese”, un’agenzia di pulizie di Roma chiamata così per dare un senso di efficienza. 

Parte con un centinaio di dipendenti ma a poco a poco, grazie ad una serie di appalti, l’azienda cresce fino ad avere la gestione delle pulizie quasi in tutta Italia. 

Preso da una sfrenata passione per l’ippica, fonda una scuderia nel 1980 accaparrandosi un puledro non proprio eccelso per 12 milioni di lire. Questo cavallo gli farà guadagnare 3 miliardi di lire e verrà rivenduto per 7.

NEL MONDO DEL CALCIO

Nello stesso periodo entra nel consiglio di amministrazione della Roma, diventandone vicepresidente e cercando di diventarne patron nel 1985, dopo le dimissioni di Dino Viola (allora numero 1 dei giallorossi), quest’ultimo cambia idea e resta alla guida della società.

Tenta un nuovo assalto quando viene a mancare Dino Viola nel 1991 ma anche questo tentativo va a vuoto. 

Luciano però non si abbatte e compra il Perugia, allora in Serie C1, iniziando la scalata verso il calcio dei grandi e già la stagione successiva la formazione umbra si classifica 2° in campionato ma non viene promossa in serie B per illecito sportivo.

Passerà alla storia come il caso Siracusa-Perugia dove l’arbitraggio era “leggermente” a favore degli umbri e ne uscirà che il patron Gaucci corruppe l’arbitro regalandogli un cavallo (altra sua passione, come detto in precedenza). Al presidente viene inflitta una squalifica di 3 anni.

Nella stagione 1993/94 si classifica primo, questa volta è tutto lecito e questo significa Serie B, nella serie cadetta il primo anno procede in modo tranquillo.

Nella seconda stagione, quella del 1995/96, iniziano ad arrivare calciatori importanti come i futuri campioni del mondo Materazzi e Gattuso, insieme a giocatori di esperienza come Allegri e arriva la promozione nella massima serie. 

Nel frattempo il figlio di Luciano, Alessandro, fonda la Galex, una linea di abbigliamento sportivo che diventerà sponsor tecnico della squadra umbra.

ECCO LA SERIE A

Nelle stagioni successive fanno serie A, serie B e ritorno in A e nell’estate del 1998 Gaucci sfodera le sue abilità imprenditoriali e acquista un ragazzo di 21 anni direttamente dal Giappone tra la perplessità di tutti gli addetti ai lavori.

Il suo nome è Hidetoshi Nakata e sarà destinato a scrivere pagine importanti nel nostro calcio.

Oltre alla qualità in campo, Nakata porterà sia alla squadra che alla città molta visibilità, la magliette verranno stravendute e il nipponico diventa una risorsa per il territorio.

Il Perugia resterà in serie A per 6 stagioni prima di tornare in serie B, in queste stagioni sono arrivati calciatori che nel bene e nel male saranno delle icone della società come Vryzas, Liverani, il futuro campione del mondo Grosso, Miccoli.

Come dimenticare anche Ahn Jung-Hwan (calciatore sudcoreano che segnerà ed eliminerà gli azzurri nei mondiali del 2002 e di conseguenza verrà cacciato in malo modo da Gaucci) e Saadi Gheddafi (acquisto più politico che sportivo date le scarse qualità tecniche, verrà trovato positivo al primo test antidoping). 

Un’altra icona, quasi leggenda, del club è l’allenatore Serse Cosmi, pescato in serie B dall’Arezzo e unico nell’era Gaucci a rimanere sulla panchina per 4 stagioni senza venire esonerato.

LA FINE DELL’ERA GAUCCI-PERUGIA

Nell’estate del 2004 cede la società al figlio Alessandro che nel 2005 dichiara il fallimento del Perugia chiudendo in maniera definitiva l’epoca dei Gaucci.

Luciano Gaucci in questi anni è stato proprietario anche di altre 3 squadre: Sambenedettese, dal 2000 al 2004 dove conquistò 2 promozioni consecutive dalla serie D alla C1 con la scoperta del mister Colantuono; Catania negli stessi anni (dal 2000 al 2004), una promozione dalla C1 alla B; infine la Viterbese dal 1997 al 2000, ottenne una promozione dalla C2 alla C1.

Il 2004 scoppia la bomba e, dopo le accuse di truffa, bancarotta fraudolenta, favoreggiamento, riciclaggio, diffamazione a mezzo stampa e il crack di 100 milioni, Luciano scappa dal Bel paese e si rifugia a Santo Domingo dove resterà fino alla fine dei suoi giorni.

Ci lascerà il 1-2-2020 all’età di 81 anni.

PICCOLI ANEDDOTI

Luciano Gaucci è stato uno dei presidenti bizzarri ed estrosi del nostro calcio, non a caso venne soprannominato “Uragano”, cercando di portare sempre su di sé l’attenzione mediatica come quando chiamò Carolina Morace a ricoprire il ruolo di allenatore della Viterbese, diventando il primo caso di allenatrice donna (cacciata anche lei in malo modo).

Oppure come quando a Perugia tentò di tesserare un calciatrice.

Un presidente vulcanico che al primo risultato negativo decideva di mandare la squadra in ritiro, capaci di esonerare 14 allenatori in 9 stagioni, di mettere fuori rosa Roberto Baronio perché aveva la maglia n. 13 e portava sfiga, di parlare con uno dei senatori ed uscirne con

“questo è l’elenco dei quattro allenatori che ho deciso di prendere, quale vuoi da domani?”. 

Per noi amanti del calcio, Luciano Gaucci è stato un uomo capace di portare una squadra “provinciale” come il Perugia dalla Serie C1 all’Europa vincendo una coppa Intertoto, di lasciarci allibiti quando si guardava sulla Gazzetta la lista degli acquisti per lo più sconosciuti. 

Ma alla fine, aveva sempre ragione lui, o quasi.

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